Politica

Padoan: "Lavoro? Chiedete a Renzi Non ho formule magiche"

Il ministro dell'Economia si smarca dalla linea di Matteo E pensa ad aumentare l’età per la pensione

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ospite del Festival dell’Economia di Trento, approfitta delle domande del pubblico per marcare con eleganza la «distanza» tra il suo curriculum di studioso e tecnicom e quello di politico puro, del premier Renzi. Si parte con il lavoro. A una richiesta su come superare l’emergenze occupazionale il responsabile del dicastero dell’Economia risponde con ironia: «Una formula magica per l’occupazione io non ce l’ho. Magari ce l’avessi. Chiedetela a Renzi. È probabile che lui ce l’abbia». Insomma per i miracoli, vantati o da compiere, ci si può rivolgere a Palazzo Chigi. Inutile passare e bussare a via XX settembre. Non solo. La sottile differenza di pensiero tra lui e Matteo si ritrova anche nel diverso modo di affrontare i vincoli alla finanza pubblica imposti dai Trattati europei. È nota la chiara avversione di Renzi alla camicia di forza del 3% del deficit e la sua volontà di ridiscutere i parametri Ue e il loro possibile sforamento. Padoan però sembra di avviso contrario quando spiega che «più che cambiare i termini del Patto di Stabilità occorre agire con gli strumenti già esistenti. Si possono intanto usare in modo più efficiente le regole esistenti. Si possono intraprendere azioni che non richiedono di cambiare le regole ma di mettere risorse per esempio dal punto di vista degli investimenti a lungo termine, il leverage del capitale privato. Si possono usare meglio strumenti che già ci sono come il mercato interno e l’Europa 2020». Ed è ancora evidente la diversità di vedute tra ministro e e premier quando Padoan risponde sull’operato degli uomini della Ragioneria generale dello Stato, spesso al centro di polemiche per la lentezza delle loro decisioni che comprometterebbe il buon esito delle leggi approvate. «La mia sensazione è che lo staff della Ragioneria sia di altissimo livello. Quando si dice che c’è una certa ritrosia da parte dei suoi operatori ci si sbaglia, perché sono le domande che vengono mal poste». Una difesa senza sconti quella di Padoan che aggiunge «la burocrazia deve smettere di dire non si può fare, ma la politica deve saper porre le domande giuste. Pensare che la burocrazia sia ostile e retrograda è sbagliato. Non è così». Anche su uno dei cardini della prossima azione di governo, e cioè la staffetta generazionel, Padoan si mette in un piano diverso rispetto a Renzi. «Sulla staffetta generazionale, io non ho mai creduto che gli anziani rubino il lavoro ai vecchi, piuttosto io credo si debba gradualmente aumentare l’età pensionabile» conclude Padoan. Aprendo di fatto un nuovo capitolo di discussione nel governo.

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