«L’Italia merita una destra che adesso non c’è». Parola di Gianfranco Fini, il quale ogni tanto riemerge dal silenzio assoluto in cui è sprofondato da quando a febbraio del 2013 è stato cancellato dalla mappa elettorale. L’idea di tornare a fare politica, prima o poi, però, gli è sempre rimasta. E infatti, a intervalli di qualche mese, ha sempre consegnato le sue riflessioni a qualche convegno al quale è stato invitato. Venerdì è successo a Bari, dove era ospite di un incontro su due figure della destra, Pinuccio Tatarella e Domenico Mennitti. «Non mi considero estraneo ad un impegno politico – ha risposto ai cronisti che lo inseguivano – Nel prossimo futuro sarò più presente nel dibattito politico». Promessa – o minaccia – che sia ieri l’ex presidente della camera ha confermato che in testa l’idea di tornare gli frulla davvero. Anche se, avverte, «modalità, tempi e modi sono tutti da definire». In ballo c’è comunque la possibilità di organizzare un nuovo movimento, magari attraverso un’assemblea. «Con alcuni amici stiamo valutando la possibilità di far sentire una voce organizzata di una destra che non ha nulla a che vedere con quella che c’è attualmente in campo», ha spiegato ancora ieri. Il giudizio sugli attuali partiti è tagliente, feroce: «Fratelli d’Italia, lo dico con dolore, ha utilizzato la storia di Alleanza Nazionale senza conoscerla. Il suo tentativo di scimmiottare in Italia una politica nazionalista e per certi aspetti xenofoba come quella che fa Marine Le Pen non ha nulla a che vedere con una cultura autenticamente di centrodestra». Insomma quello che ha in mente Gianfranco Fini è qualcosa lontano anni luce anche dal Front National che pure ha sbancato in Francia alle ultime elezioni. E Angelino Alfano? Promosso. Anzi no: «In questa fase quella di Ncd è una linea giusta, pur avendo pagato un prezzo salato perché non è stato capace di lasciare una traccia visibile del suo apporto determinante alla nascita del governo».
Fini ossessionato «Voglio rifare un’altra destra»
