Politica

Berlusconi: "Basta con lo sterile dibattito sulle primarie"

Il Cavaliere interviene per fermare lo "scontro" in atto all'interno di Forza Italia: "Il cambio di passo non può ridursi ad un confronto su organigrammi e metodi di selezione"

Primarie sì, primarie no. Sono giorni che Il Tempo ospita gli interventi di esponenti del centrodestra mettendo in evidenza una spaccatura (soprattutto all'interno di Forza Italia) frutto della cocente sconfitta elettorale. C'è chi (Raffaele Fitto in testa) chiede l'avvio di una stagione nuova che passi anche attraverso un diverso modello di selezione della classe dirigente. E chi, al contrario, difende la leadership di Silvio Berlusconi e chiedendo che il partito si concentri sui contenuti (ultimi in ordine di tempo, ieri, Giovanni Toti e Marcello Fiori). Abbiamo anche avviato una "consultazione elettorale" in cui quasi 30mila persone hanno potuto scegliere chi, in una rosa di dieci nomi, fosse il leader giusto per rilanciare il centrodestra (per la cronaca ha vinto Fitto con il 43%). Iniziativa che deve aver dato un qualche fastidio al Cavaliere che, non a caso, oggi interviene per cercare di fermare la discussione. Lo fa con una nota che non ha bisogno di interpretazioni: "Chiedo a tutti di non proseguire con uno sterile dibattito a mezzo stampa sulle primarie e a non contribuire così all'immagine negativa che i media ostili costruiscono ogni giorno a nostro danno". "Forza Italia - prosegue - è, fin dalla sua fondazione, venti anni fa, un movimento politico aperto, democratico, rispettoso del contributo di tutti i suoi militanti, attento a valorizzare ogni idea maturata al suo interno e le diverse esperienze che lo hanno reso grande. In tale direzione ho sempre orientato la mia attività di presidente e fondatore, con l'equilibrio, la capacità di sintesi e il rispetto di tutti, che mi sono sempre stati riconosciuti. Già prima delle elezioni su mio preciso stimolo, abbiamo avviato un cammino di rinnovamento importante e articolato, che sono certo darà presto i suoi frutti. Nei prossimi giorni, come già stabilito, ci confronteremo all'interno del nostro Ufficio di Presidenza per fare un primo bilancio e stabilire nel merito e nel metodo le nostre prossime iniziative, consapevoli che l'esito delle elezioni del 25 maggio ci obbliga ad un cambio di passo e di visione politica che non può certo ridursi ad un confronto, pur legittimo, su organigrammi e metodi di selezione".  Basterà questo appello per far tornare sotto traccia il movimento che si è avviato in questi giorni? L'impressione è che non sarà affatto semplice.

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