Per il momento sanno quello che non vogliono (un’Europa che sovrasta le singole nazioni) e chi non vogliono nel loro gruppo (nazionalisti con problemi di giustizia): è la «strana alleanza» tra il Front National della vittoriosa Marine Le Pen e la Lega Nord di Matteo Salvini. Un gruppo eterogeneo, ma di grande fascino, che viene guardato con interesse (e forse qualcosina di più) da diverse formazioni. Compresi i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Salvini strizza l’occhio a tutti... e forse sta studiando come leader per il centrodestra del futuro. Ciò che unisce forze apparentemente diverse, come il Front della Le Pen, la Lega di Salvini, il Partito della Libertà dell’olandese Gert Wilders, il belga Interesse Fiammingo e l’austriaco Partito della Libertà, insieme per formare un nuovo gruppo al Parlamento europeo (per il quale però mancano almeno due altri partiti di due diversi stati) sono «la battaglia per il lavoro degli italiani, il lavoro dei francesi e quello degli olandesi, il no alla moneta unica, all’euro che è una moneta finita, il no all’immigrazione senza precedenti e il no allo strapotere delle multinazionali, delle banche, dei grandi potentati, il sì al piccolo, all’artigianato, all'agricoltura, alla pesca». Un programma ancora un po’ vago, ma pieno di promesse. Sono le prove per una inedita alleanza tra molti (ma non tutti) euroscettici che ieri si sono incontrati a Bruxelles. Secondo Salvini, anche se «ognuno ha le sue diversità», sarà nella storia del Parlamento Europeo la prima grande coerente di opposizione alla frittata fra democristiani e socialisti, che si ripeterà anche questa volta». La Le Pen ha ribadito il suo disinteresse ad un’alleanza con il partito di estrema destra greco Alba Dorata (nei guai con la legge) e con l’ungherese Jobbik, nonostante l’alleanza del Front al Parlamento europeo necessiti proprio di due partiti per formare un gruppo parlamentare. «Non siamo solo noi che non vogliamo allearci con loro, ma anche loro che non vogliono allearsi con noi. Ci sono diverse divergenze», ha aggiunto la Le Pen, in una conferenza congiunta con tutti i leader. E ci sono anche altri euroscettici che andranno per la loro strada. Come l’inglese Ukip di Nigel Farage, che ha ottenuto al voto lo stesso numero di seggi del FN (24), e che sta cercando di formare un gruppo al quale, per ora, avrebbero aderito solo piccoli partiti di 4 paesi (Grecia, Olanda, Repubblica ceca e Lettonia) per un totale di 29 europarlamentari: anche in questo caso, numero sufficiente, ma mancano 2 paesi. Il leader della Lega si è detto «orgoglioso» di partecipare al futuro gruppo e ha ostentato sicurezza sulla possibilità di raggiungere e superare il numero minimo di 7 partiti di 7 paesi diversi, necessario per la formazione di un gruppo parlamentare a Strasburgo: «Arriveremo anche sopra i 10 - ha detto - il nostro problema sarà l’abbondanza, non la mancanza: partiamo in pochi ma arriveremo a Strasburgo in tanti». Poi, affrontate le tre emergenze che Salvini ha paragonato a un incendio, ossia la moneta unica «che fa scoppiare l’economia», l’immigrazione clandestina e la «disoccupazione senza precedenti», «ci divertiremo, fra qualche anno, a discutere su qual è il confine della patria che ciascuno di noi ha nel cuore. Per me è la Padania libera e indipendente, per la quale la Lega lotta pacificamente, ma rispetto tutti e sono orgoglioso di aver trovato questi compagni di viaggio». Intanto Salvini incassa un invito al dialogo di Giorgia Meloni: «Sono interessata a una coalizione - ha dichiarato la presidente di Fdi - se il centrodestra torna a fare il centrodestra, se la si smette di portare voti al governo Renzi e di sostenere provvedimenti come l’abolizione del reato di immigrazione clandestina o la depenalizzazione delle droghe. Propongo a Salvini di incontrarci per cercare di ragionare insieme, perché penso che il centrodestra debba ripartire dai contenuti e dalla coerenza». Di solito gli inviti li fanno gli uomini, ma siamo nel Terzo Millennio e Salvini non ha fatto questioni formali ed è pronto all’incontro. Da subito.
La Le Pen fa l’elenco degli esclusi E Salvini strizza l’occhio alla Meloni
Antonio Angelia.angeli@iltempo.it Per il momento sanno quello che non vogliono (un’Europa che sovrasta le singole nazioni) e chi non vogliono nel loro gruppo (nazionalisti con problemi di...
