Politica

E Alberto da Giussano fa il pieno nel «Meridione terrone»

Massimiliano Coccia La Lega Nord sfonda la linea gotica, non solo con l’imponente Borghezio mandato a portare il verbo leghista sulle sponde dorate del Tevere, ma anche grazie alla...

La Lega Nord sfonda la linea gotica, non solo con l’imponente Borghezio mandato a portare il verbo leghista sulle sponde dorate del Tevere, ma anche grazie alla caratterizzazione della campagna elettorale lontana dai toni secessionisti, una rinnovata classe dirigente e una verve comunicativa molto più 2.0, attrae nuovi e inaspettati consensi. Se osserviamo la cartina della nostra Penisola, oltre alla marea di preferenze che Matteo Salvini porta a casa nelle roccaforti storiche, alcune zone d’Italia inaspettate si sono tinte di verde. È il caso del collegio dell’Italia Centrale dove il Carroccio potrebbe anche eleggere Mario Borghezio (si aspetta la scelta di Salvini) e dove le percentuali sorridono e per la prima volta superano il 2%, registrando oltre 200.00 elettori. Un dato irrisorio se confrontato con i fiumi di voti del Pd, ma che indica una chiara controtendenza. Matteo Salvini ha saputo vincere la sua battaglia spostando sui dibattiti nazionali come i referendum sulla legge Fornero e sull’abrogazione della Legge Merlin (si vocifera che Berlusconi tra oggi e domani li firmerà) e rischiando di prendersi insulti (come capitato a Napoli) per far comprendere l’evoluzione politica del suo movimento. Dal «Roma ladrona» al «No Euro» il passo non è stato breve, tanto che a Maletto, un piccolo comune alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, la Lega è il primo partito con il 32% dei voti. Ma se il caso siciliano può risultare folkloristico, appare più radicato il risultato di Lamezia Terme, dove un Salvini accolto tra due ali di folla aveva riempito in campagna elettorale il teatro comunale e dove Alberto da Giussano se la ride contando i 775 voti che equivalgono al 3,5%. Secondo Roberto Rizza, consigliere comunale di Catanzaro per il centrodestra, quello della Lega in Calabria «non rappresenta un dato nuovo, basti pensare che il disegno di legge per Catanzaro Capitale porta la firma del senatore Montani della Lega Nord e che moltissimi che hanno espresso la loro preferenza nella nostra città lo hanno fatto in un’ottica di difesa territoriale ed europea per l’alleanza con Marine Le Pen. Personalmente - continua Rizza - sto raccogliendo attivamente le firme per l’abrogazione della legge Merlin proposta dal Carroccio». Insomma la Lega piace al Sud, anche se c’è chi al Nord, come Daniele Nahum del Pd, frena l’affondo spasmodico e rampante di Salvini a Palazzo Marino: «La Lega su immigrazione e diritti non ha mostrato nessun grado di evoluzione rispetto al passato non a caso la sua alleanza europea è con Marine Le Pen. Se Salvini pensa di fare la sua corsa per Palazzo Marino riportando Milano indietro di decenni, stia pur tranquillo che non ce la farà. Come dimostra il recente dato, il vento si è consolidato in una chiara direzione». Ma forse Matteo Salvini ha più nemici dentro il suo recinto politico che fuori, un po’ come Matteo Renzi che ha dovuto aspettare più di un giro fermo ai box ostacolato da una classe dirigente antica, che sia a destra che a sinistra, sembra aver fatto il suo tempo.

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