Politica

Prove tecniche di Ukip a 5 stelle

Grillo incontra Farage. In volo per Bruxelles con Salvini, che vede Le Pen. Il fronte euroscettico studia le prossime mosse. Ma tra Beppe e Marine c'è freddezza

Gli espulsi gli rinfacciano la sconfitta e gli ricordano la promessa delle dimissioni. Ma Grillo va avanti. Formalmente non ha un incarico politico, si è sempre definito il "portavoce" del Movimento. Ma è lui a tenere le redini. E quindi è lui a volare a Bruxelles. “Siamo la prima forza di opposizione, ci saremo sempre, non preoccupatevi”, ha detto nel video-post di commento ai risultati elettorali. Oggi va a incontrare Nigel Farage. Dopo il voto si mette in moto la macchina delle alleanze. Gli euroscettici d'Europa iniziano a dialogare. Hanno portato a casa poco più di un centinaio di seggi: un raddoppio rispetto al 2009. Ieri sera i capi di Stato e di governo dei 28 Paesi membri si sono incontrati in un vertice informale per avviare il percorso che porterà alla nomina del prossimo presidente della Commissione. Oggi un aereo è partito alla volta di Bruxelles con a bordo Matteo Salvini e Beppe Grillo. Il segretario della Lega prepara il piano d'attacco con Marine Le Pen. Grillo vede il leader dell'Ukip britannico. Il Front national ha conquistato la Francia, l’Uk Independence Party è il primo partito nel Regno Unito adesso. Col 27 per cento dei voti ha superato laburisti e conservatori. Farage vuole l'uscita di Londra dall'Unione europea. Lo stesso successo non è riuscito a leghisti e grillini, surclassati dallo straordinario exploit renziano: il Pd è adesso è il secondo partito a Strasburgo (dopo la Cdu della Merkel) e il primo tra i socialisti. La maggioranza resta dei popolari. L'avanzata delle forze anti-euro non ha scosso quindi l'assemblea dell'Unione. Ma i numeri di Le Pen in Francia e di Farage in Gran Bretagna lanciano un chiaro segnale. Grillo in Europa porta 17 “sconosciuti alla procure” scelti dal web (Tiziana Beghin, Marco Valli, Eleonora Evi, Marco Zanni, David Borrelli, Marco Affronte, Giulia Gibertoni, Laura Agea, Fabio Massimo Castaldo, Dario Tamburrano, Isabella Adinolfi, Laura Ferrara, Rosa D'Amato, Daniela Aiuto, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao, Giulia Moi). Salvini va assieme a 4 deputati leghisti. Con Grillo in aereo ha avuto una “lunga e interessante chiacchierata”. “Abbiamo parlato ma non voglio dire nulla”. Si apre qualcosa di nuovo? Il fronte euroscettico potrebbe compattarsi. Quando si era profilata la possibilità di avviare un dialogo, per formare il minaccioso asse no euro, Grillo aveva chiuso la porta in faccia a Le Pen. “Noi siamo un'altra cosa”, aveva detto. "Si limita a contestare ma non si assume la responsabilità, francamente non capisco l’odio di Grillo nei miei confronti: i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l’euro", aveva ribattuto la leader del Front. Anche lei vuole il referendum, da sottoporre ai francesi, per l'uscita dalla moneta unica. Con i 5 Stelle rimangono punti di rottura: dall'immigrazione clandestina (gli iscritti al Movimento hanno espresso parere favorevole alla cancellazione del reato), al finanziamento pubblico dei partiti (Le Pen è favorevole). Grillo ha parlato del Front paragonandolo alla destra ungherese, e definendo il Movimento come un argine democratico che ha evitato in Italia una deriva estremista. Ma la lotta contro "l'Europa dei banchieri" è comune. D'altronde anche la Lega, targata dal marchio indipendentista, non si associa con facilità a una forza come quellla del Front, che invece fa dell'orgoglio nazionale il suo fiore all'occhiello. Ora, però, c'è da fare battaglia a Strasburgo. E può succedere di tutto. A Marine guardava con simpatia Giorgia Meloni. Ma i Fratelli d'Italia non ce l'hanno fatta a superare il 4 per cento.

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