Politica

Casarini fuori, gli agenti esultano

Soddisfazione per l’esclusione del leader dei no-global dall’europarlamento

Poliziotti contro, anche in Europa. Per dire del Sap, il sindacato autonomo di polizia in grande crescita nei consensi per le battaglie su ordine pubblico e tagli alle forze dell’ordine, che non s’è lasciato sfuggire l’occasione per esultare del flop dell’ex leader delle Tute Bianche al G8 di Genova. Proprio così. Quando è stata confermata la mancata elezione di Casarini, candidato dela lista Tsipras, il segretario del Sap, Gianni Tonelli, ha dettato alle agenzie il seguente comunicato: «Pur non volendo entrare nel merito del voto e soprattutto senza voler infierire su chi non ha raggiunto i risultati sperati, ritengo certamente positivo che non facciano ingresso all’Europarlamento "personaggi" come Luca Casarini il quale, durante la campagna elettorale, forse per farsi un po’ di pubblicità, non ha trovato di meglio che farsi arrestare a Bruxelles a seguito di alcuni scontri tra manifestanti e poliziotti. Speriamo almeno che questa piccola lezione gli sia servita per capire che l’Europa, diversamente dall’Italia, non è la "bubbana" dei facinorosi. Anche se ne dubitiamo». Per un no global che non ce la fa, le elezioni consegnano il miracolo del poliziotto-senatore Filippo Saltamartini, ex segretario generale del Sap, attuale responsabile della sicurezza per Forza Italia. Già sindaco a Cingoli, paese dell’entroterra maceratese, è riuscito nel miracolo di far conservare al centrodestra un fazzoletto di terra marchigiana, regione che s’è completamente tinta di rosso. «Una soddisfazione enorme. Erano tutti alleati contro di me. La coalizione arrivata seconda era formata da Pd, Udc e Fratelli d’Italia. Sono sceso in campo con la lista "Cingoli per il Ppe-Centrodestra civico", senza occultare la mia identità. Non mi vergogno di appartenere al centrodestra. Ed è proprio partendo dalla riorganizzazione di Forza Italia che ho posto le premesse del nuovo successo. Confesso che lunedì mattina, quando ho visto che la sera prima il Pd aveva vinto facile le europee, avevo già portato via la mia roba dall’ufficio». Fra le sorprese in campagna elettorale anche un segnale, diretto, dal leader. «Proprio così. Mi trovavo in una piccola frazione per un incontro elettorale in un’officina, quando squilla il cellulare ed era il presidente Berlusconi. L’ho messo in vivavoce e sono rimasti tutti sorpresi. I miei avversari mi accusano di essere amico di un pregiudicato, ma per me è un orgoglio essere suo amico. Berlusconi mi ha ri-proposto di guidare il Dipartimento per i rapporti con militari e forze dell’ordine, il coordinamento della nuova classe dirigente regionale, ne sarei soddisfatto ». Il tempo di assaporare un successo insperato nell’enclave del centrodestra marchigiano, e Saltamartini si rituffa nel lavoro. «Berlusconi, che ho incontrato di recente, è convinto si possa ripartire e rilanciare una proposta nuova di centrodestra. Credo stia delineando una nuova squadra di dirigenti. Spero non venga ostacolato dai suoi "feudatari". Il Cavaliere deve cambiare la classe dirigente e premiare chi vale sul territorio, e allora può rimanere leader. Altrimenti ne occorrerà uno diverso». In un’altra fetta d’Italia dove ogni giorno si scontrano antagonisti e forze dell’ordine, e cioè in Val di Susa, il risultato elettorale è stato sorprendente: qui, a differenza del resto del Paese, ha stravinto il Movimento 5 Stelle che ha superato il Partito democratico in moltissimi comuni dell’area. Oltre ai grillini un’altra spallata (insufficiente per l’ingresso nella Ue) è arrivata dalla lista «L’Altra Europa con Tsipras». I grillini hanno ottenuto percentuali altissime, fra il 30 e il 40 per cento, addirittura quasi a sfiorare il 50 per cento al confine con la Francia.

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