Politica

Angelino se la prende con Silvio

Il leader del Ncd: «Senza la paura per Grillo avremmo preso di più Berlusconi ha sbagliato tutto e ha sfasciato il centrodestra»

Indebolito, ma non spezzato dallo tsunami Renzi, il Nuovo Centrodestra porta a casa il 4,4% raggiungendo l'obiettivo minimo che si era prefissato: il superamento della soglia di sbarramento. Un risultato che durante la lunga nottata elettorale era rimasto in bilico, salvo poi consolidarsi grazie soprattutto ai voti ottenuti nelle circoscrizioni Sud e Isole dove Ncd ha oscillato intorno al 7%, mentre al Nord e al Centro non è andato oltre il 3,5%. Dati, complessivamente inferiori di circa un punto percentuale rispetto a quelli previsti dai sondaggi, che meritano un'attenta riflessione da parte dei big del partito. «Per noi 1,2 milioni di persone che ci hanno votato sono la base su cui costruire un grande movimento politico alternativo alla sinistra. Siamo rimasti fuori dalle urla della campagna elettorale e abbiamo subito continui attacchi. Sono contento che gli italiani abbiano premiato la governabilità e votato a favore del governo, se non ci fosse stato l'eccesso di paura di Grillo avremmo preso quello 0,7% in più che ci aspettavamo». Questa l'analisi di Alfano che ha subito lanciato un messaggio inequivocabile al premier: «Renzi abbia ben chiaro che il suo governo non è un monocolore Pd, nonostante il successo che hanno ottenuto. Faremo valere le nostre opinioni e le nostre idee. Il progetto continua per organizzare un centro destra unito e vincente». Una linea quella tracciata dal leader di Ncd seguita dagli altri principali esponenti del partito. «Ringraziamo i tanti cittadini che hanno creduto nel nostro progetto. Da oggi andiamo avanti guardando al futuro mentre cambiamo l'Italia per cambiare l'Europa», le parole della portavoce Barbara Saltamartini, mentre il coordinatore Quagliariello sottolinea l'effetto Renzi: «I nostri voti sono andati a lui», capace di attrarre quell'elettorato moderato, spaventato anche dall'annunciata avanzata di Grillo, su cui il Nuovo Centrodestra puntava molto. Come spesso capita all'indomani del voto, la tendenza è quella di guardare a chi è andato peggio, soprattutto se si tratta di un rivale che pesca nello stesso bacino elettorale: «A novembre abbiamo detto di no a una crisi al buio e i fatti ci hanno dato ragione – spiega Alfano - Forza Italia ha avuto un crollo toccando il loro minimo storico». Sulla stessa lunghezza d'onda Cicchitto: «FI è andata incontro a una disfatta prima politica e poi elettorale. Berlusconi ha sbagliato tutto, ha sfasciato il Pdl, ha diviso il centro destra ed è andato molto indietro anche rispetto al voto delle politiche del 2013 dove già erano stati persi ben 6,5 milioni di voti. Noi sosterremo nel governo le posizioni moderate e riformiste». Una tesi condivisa da Giovanardi: «Se il Pd tiene una linea per la quale gli obiettivi primari sono la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione è un conto, se invece il collega Lo Giudice torna dagli Stati Uniti con un utero in affitto e dice ora andiamo in commissione per legiferare allora noi non siamo d’accordo».

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