Politica

Il Ncd di Alfano ce la fa per un soffio

Big del partito radunati nella sede romana di via dell’Arcione. Alla fine dello scrutinio la percentuale nazionale è del 4,3%

Per il Nuovo centrodestra la lunga notte dopo gli esami, come li aveva definiti il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, inizia alle 23 con i primi exit poll. E arriva subito la doccia fredda per il partito di Angelino Alfano che vede messo in discussione quello che era definito l'obiettivo minimo, il superamento della soglia di sbarramento del 4% per accedere agli scranni di Bruxelles. Un dubbio che il presidente di Ncd Renato Schifani vuole subito spazzare via a pochi minuti dagli exit poll: «La soglia per noi non sarà un problema, in Europa stanno vincendo i partiti anti-euro. La maggioranza di governo terrà, al contrario di quanto sta succedendo in Francia. Sono convinto che il Movimento 5 Stelle non supererà il Partito Democratico» la prima dichiarazione per rompere il ghiaccio, dopo il consueto invito alla calma e alla prudenza in attesa dei dati ufficiali e delle prime proiezioni. Proiezioni che arrivano a pochi minuti dalla mezzanotte e confermano le difficoltà del Nuovo Centrodestra e il boom dell'alleato di governo Matteo Renzi che sfiora il 40%. Un successo clamoroso, oltre ogni previsione, ottentuto attingendo anche in quel bacino elettorale moderato su cui puntava forte il partito di Alfano per imporsi come base del futuro nuovo centro destra. Volti tesi, bocche cucite e poca voglia di parlare tra i big del partito, Quagliariello, Saltamartini e Lupi, Cicchitto, riuniti nella nuova sede in via in Arcione, in via del Tritone, a due passi dal Quirinale. Occhi puntati sulle proiezioni, zapping continuo tra i vari canali, con Ncd che oscilla pericolosamente intorno alla temuta soglia del 4%, mentre la Lega si consolida come quarta forza del Paese a conferma che, numeri alla mano, la feroce campagna anti-euro condotta da Salvini ha pagato, forse anche più delle previsioni, mentre i partiti europeisti hanno pagato un conto salato. Eppure che la sfida elettorale per il Nuovo Centrodestra fosse difficile era prevedibile, anche alla luce della vicenda che ha visto coinvolto Paolo Romano, presidente del Consiglio Regionale della Campania arrestato a pochi giorni dal voto. Lo aveva sottolineato anche il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, appena arrivato al comitato, in serata: «La nostra è stata una campagna elettorale difficile, tutta in salita, per una serie di motivi: la polarizzazione mediatica Renzi - Grillo che ha marginalizzato tutti gli altri partiti, il fatto che siamo nati da soli sei mesi e non riceviamo un euro di finanziamento pubblico. Abbiamo provato a rivolgerci al nostro elettorato senza urlare». Tesi confermata dalla Saltamartini: «Dobbiamo rimanere cauti, in Europa vogliamo proseguire sulla via del cambiamento che abbiamo intrapreso in Italia. I partiti che urlano e vogliono lo sfascio non hanno vinto, anzi sono calati. Tutte le forze politiche ci hanno attaccato ma noi vogliamo costruire una grande area di centro destra». Sulla stessa linea Cicchitto: «Il Movimento 5 Stelle si è confermata una forza non credibile mentre Forza Italia ha impostato la sua campagna elettorale contro di noi. Andremo in Europa per correggere la linea del rigorismo».

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