Politica

I grillini storditi dalla sconfitta gridano al complotto

Delusione anche dentro Forza Italia. Bergamini: "Speravamo in qualcosa di più. Ma la nostra campagna elettorale era in salita"

Da una vittoria che sembrava quasi certa a una sconfitta che i grillini su internet non vogliono accettare.I risultati cominciano a diventare eclatanti per il popolo di Grillo. Da piazza San Giovanni, dove con la sicumera che gli era propria, Grillo aveva comunicato la sicura vittoria continuando a lanciare l’hashtag #vinciamonoi a oggi, lo spirito grillino sta subendo un duro colpo. Ma cominciano a venire a galla i primi malumori. Si vocifera di risultati elettorali taroccati. Già da oggi pomeriggio su Facebook circolavano con insistenza voci di presunte truffe ai danni dei singoli elettori del M5S. All’una e mezza di notte, sui siti del MoVimento i militanti sono molto arrabbiati. Non accettano l’idea che gli italiani non si siano fidati della loro proposta e le risposte sono acide, a volte volgari. Scrive Graziano C. su Facebook: « Mi vergogno di essere italiano. L'unico paese europeo che ha incrementato il voto al partito di governo, nonostante gli scandali, le ruberie, le promesse e le dichiarazioni spot inconsistenti. Ma cosa sta succedendo ? C'è qualcosa che non va. Non e' possibile». L’accusa principale è quella di essersi venduti agli 80 euro di Renzi. Così Giovanni C.: «è una vergogna, continuate a fare i servi in Italia , IO NON SONO ITALIANO». Silenzio amaro anche nelle fila di Forza Italia. Deborah Bergamini, responsabile comunicazione FI ha dichiarato: «Speravamo in qualcosa di più. Dobbiamo saper leggere questo dato come il risultato di un annus horribilis». Il problema della sentenza di Silvio Berlusconi, con la sentenza «abnorme» che lo ha condannato ha definitivamente messo in mora la sua possibilità di incidere sulla campagna elettorale. «La nostra campagna elettorale era in salita» ha continuato la Bergamini. Vedendo il risultato alla luce di quest’anno «possiamo dire che è stato un ottimo punto di ripartenza». Riguardo il patto delle riforme con Renzi, Bergamini si dice ancora convinta della necessità di questo percorso, «ma sapevamo che era difficile e lo abbiamo assunto con umiltà. Questa è la nostra disposizione per il futuro. Sì alle riforme per il bene dei nostri cittadini, no a pasticci o riforme frettolose». Giovanni Toti è ancor meno catastrofista: «I dati del centrodestra, sommati, sono quelli delle scorse Politiche. Se sommiamo tutto la coalizione di centrodestra rimane competitiva. L'elettorato ha premiato i partiti che si sono presentati con un rinnovamento di idee, programma e classe dirigente. Siamo persone serie e non cambiamo idea sui numeri. La riforma del Senato non ci piaceva prima e non ci piace ora. Dobbiamo trovare una mediazione. Sulle riforme, come su tutto, noi restiamo all'opposizione, un'opposizione responsabile».

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