Politica

Silvio contro Grillo: «Specula sui disperati»

Il Cavaliere evita la piazza e conclude la campagna nel centro congressi della Provincia di Milano

Niente sfida delle piazze per Silvio Berlusconi. Difficile, però, considerarla come una fuga dal confronto, quella del leader di Forza Italia. Già alle ultime Politiche, quelle della clamorosa rimonta che portò l’allora Pdl e la coalizione di centrodestra al quasi pareggio col centrosinistra, l’ex premier aveva deciso di puntare tutto sul mezzo televisivo, trascurando - come in questa occasione - persino le storiche affissioni 6x3. E così Berlusconi, anche stavolta, prima di raggiungere il centro congressi della Provincia di Milano, ha dato fondo a tutte le sue energie sul piccolo schermo, specie sulle sue reti. In mattina a La Telefonata, successivamente a Pomeriggio 5. Da lì ha sciorinato tutti i temi forti della sua campagna elettorale, in particolare l’atacco a Beppe Grillo, paragonato ancora una volta ai peggiori dittatori della storia recente. «È un eufemismo dire che quello a Grillo sarebbe un voto inutile, è un voto molto pericoloso» ha detto. Aggiungendo che il leader del M5S «specula sulla disperazione di chi non ha lavoro». «L’obiettivo di Grillo è chiarissimo: distruggere la democrazia e creare un tribunale del popolo dove giudicare chi non gli sta a genio. Grillo - ha concluso - è un’aspirante dittatore, non fa ridere deve fare paura». Dopo il tour televisivo l’ex Cavaliere è finalmente arrivato al Centro Congressi della Provincia di Milano per chiudere ufficialmente la campagna elettorale. Ad attenderlo una sala gremita, sebbene a bassa capienza: 500 posti circa. All’esterno, comunque, tante persone che protestavano per essere rimaste fuori. In prima fila, pronti ad ascoltare l’intervento dell’ex premier, quasi tutti i big del partito e i principali candidati alle Europee: da Giovanni Toti a Mariastella Gelmini, da Daniela Santanché aFrancesca Pascale. Tra i presenti anche l’ormai mitico Antonio Razzi e persino Enrico Beruschi, volto noto della trasmissione cult Drive in. Berlusconi ha esordito con una gaffe: «Siamo qui per la chiusura della campagna pubblicitaria». Poi è tornato all’attacco di Grillo. Anche se stavolta non ha risparmiato qualche fendente al premier Matteo Renzi: «Dà 80 euro a quelli che ritiene suoi fedeli elettori, ma li copre con nuove tasse» ha accusato Berlusconi. Che poi ha puntato il mirino sulle riforme: «Delle dodici annunciate ne ha fatta solo una, quella delle Province, che non è stata una vera riforma, mentre quella del Senato è invotabile anche per i suoi stessi senatori». Poi l’ex Cavaliere ha cercato di motivare i suoi elettori a non rifugiarsi nell’astensione: «Il voto per Forza Italia è l’unico utile in queste elezioni, quello ai piccoli partiti che non supereranno il quorum è proprio gettato dalla finestra». «Noi in Europa potremo lavorare con i nostri numeri per un’Italia che conta di più in Europa. I nostri parlamentari in Europa potranno influire» ha affermato. E ancora: «Gli italiani non siano spettatori che restano a guardare alla finestra. Devono diventare giocatori in campo e non lasciare che altri decidano per loro». «Sono oltre il 50% gli indecisi e a questo 50 per cento di italiani amareggiati, disgustati dalla politica, dico che, continuando a stare alla finestra da spettatori, la politica non potrà mai cambiare» ha concluso. Per poi affrontare il capitolo promesse, specie per quanto riguarda il target tipico del suo elettorato: «Quando torneremo al governo garantiremo a casalinghe e pensionati in reddito minimo di mille euro al mese». Al termine di una campagna elettorale durante la quale non si è risparmiato ma che l’ha visto comunque limitato nei suoi spostamenti, Berlusconi ha ammesso che la sua condizione potrebbe creare qualche difficoltà al partito nelle urne. Ma non ha comunque perso la voglia di scherzare: «In queste ultime settimane ho preso 5 chili - ha detto - ma Renzi è ingrassato molto di più». Per poi lasciare spazio all’appello finale: «Credo di potervi dire che posso essere per tutti voi un esempio di eroismo per la nostra patria e per quella battaglia di libertà che, come ho sempre sostenuto, è l’attività più nobile, più alta, la missione più entusiasmante che ci possiamo dare. Forza Italia, w l'Italia, w la libertà». Si spengano i microfoni, parlino le urne.

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