Politica

«Addio Imu e pensione minima di mille euro»

Berlusconi al rush finale: «Torneremo presto al governo. Grillo specula sulla disperazione»

Intervista al Tg1, ospitata a Matrix e comizio con bagno di folla al Palazzo di Congressi dell’Eur. Giornata nella Capitale piena per Silvio Berlusconi, che oggi chiuderà a Milano all’auditorium di via dei Corridoni. Il leader di Forza Italia parla di tutto a pochi giorni dal voto, mette nel mirino Matteo Renzi e Beppe Grillo e dice con chiarezza che le elezioni europee di domenica «sono un referendum sul governo» e assicura: «Questa legislatura non andrà avanti fino al 2018. Proviamo a immaginare cosa sarebbe successo se quello che ha fatto Renzi lo avessimo fatto noi: si è autocatapultato a palazzo Chigi sebbene avesse garantito pubblicamente che non ci sarebbe mai andato senza elezioni». Il Cav non intende fare passi indietro: «Io posso assicurare che ci sono e che non mollo. E che c’è FI, l’unico voto utile per uscire dalla crisi». L’ex premier rilancia la sfida: «trasformare la maggioranza dei moderati in una maggioranza politica organizzata, in grado di vincere da sola le prossime elezioni». Ma il futuro non sarà di uno dei suoi figli: «Un padre liberale pensa che ai propri figli vada concesso tutto, tranne di suicidarsi. I leader li sceglie la gente». Berlusconi è sicuro di tornare presto al governo e lancia due promesse: «aboliremo l’Imu» nel primo Cdm e «l’impegno solenne di garantire a tutti i pensionati e alle casalinghe una pensione di mille euro al mese». Il leader di FI attacca il Pd e Renzi, incapace di realizzare le riforme. «Noi siamo all’opposizione. Renzi è un premier di sinistra e guida un governo di sinistra e fa le stesse cose che ha sempre fatto la sinistra: aumentare le tasse. Il governo Renzi è largamente inadeguato alla situazione, sono dilettanti allo sbaraglio». Sul futuro però Berlusconi non si sbilancia: «Non ho detto di essere disposto ad allearmi con Renzi. Vedremo. È inutile ipotizzare situazioni. C’è molta incertezza su cosa succederà, le possibilità lasciamole a dopo. Riflettiamo e, al momento opportuno, prenderemo una decisione». Il Cav si dice disposto a votare «cn responsabilità» una eventuale manovra correttiva «se ci convincerà», ma chiude sulla riforma del Senato: «È un dopolavoro per sindaci rossi» che vengono «in gita» a Roma. A proposito di riforme, Berlusconi rilancia l’elezione diretta del Presidente della Repubblica: «Ho parlato chiaro con Renzi. Se la situazione non precipiterà come immagino non precipiti, avremo modo di fare questa importante modifica della Costituzione». Poi l’affondo a Grillo: in caso di successo M5S «cadremmo in una situazione di autoritarismo e totalitarismo che è contro la democrazia. L’autoritarismo è venuto fuori in un Paese vittima di una grave crisi dove aumentava la povertà e le istituzioni non erano più in linea con la democrazia. È la situazione in cui siamo noi oggi. Siamo nelle condizioni della Germania dopo Waimar. Allora venne fuori un totalitarismo sanguinario. Non cadiamo nelle mani di un dittatore. Grillo specula sulla disperazione» di molti italiani. Quanto all’Ue il tetto del 3% del rapporti deficit-Pil «può e deve essere abolito», ma uscire dall’euro «sarebbe avventuristico, pericoloso e negativo, ma la Bce deve diventare una vera banca centrale e con urgenza svalutare» la moneta unica.

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