Il Pd deve essere il primo partito del Parlamento europeo. A pochi giorni dal voto il premier Matteo Renzi rilancia la sfida. L’obiettivo non è raggiungere quota 30%, né battere il 33,1% di Veltroni alle politiche 2008. Renzi alza l’asticella: «Penso che il risultato sarà buono. Abbiamo la possibilità di rappresentare la prima delegazione del centrosinistra europeo». «Tutti i sondaggi sono ottimi, danno il Pd in aumento sia rispetto al 2013 sia rispetto alle europee 2009 - spiega Renzi - Se il Pd sarà il primo gruppo nel Parlamento europeo rispetto ai partiti di sinistra posso dire che avremo vinto, se no non avremo vinto le europee. Il risultato è sul numero dei parlamentari». Al di là di tutto, il segretario Dem ribadisce: «Io spero che vinca l’Italia, mi interessa che l’Italia sia credibile». Ma Renzi ammette che l’obiettivo è sorpassare Grillo - primo partito alle politiche 2013 - e riportare il Pd «al primo posto». Sui toni della campagna elettorale dice: «L’Italia merita di più degli insulti e dei vaffa, alla gente che si alza ogni mattina e va a lavorare ho il dovere di dare una risposta che non può essere l’insulto ma il cambiamento». E comunque - assicura - «da lunedì non cambia niente per il governo, la composizione del Parlamento resta tale e quale a ora, invece cambia l’Europa». Una stoccata a Grillo e Berlusconi però Renzi la dà: «Se le stanno dicendo di tutti i colori. È un problema loro, a me fa un po’ tristezza. Io li lascio fare, io devo governare e risolvere i problemi». E agli elettori dice: «Se qualcuno pensa che sia Casaleggio a dover guidare l’Italia in Europa è giusto che voti 5 stelle, ma la mia impressione è che ci sia da parte del Pd maggiore forza per cambiare l’Europa». Renzi sa bene che il risultato dipenderà da affluenza e indecisi. Per questo scrive una lettera agli elettori, un appello ad andare a votare domenica. Una sfida al non voto e al M5S. «Porta un amico al seggio - scrive il premier - Se davvero credi che l’Europa debba cambiare e che possa farlo grazie all’Italia, dacci una mano. Uno per uno riprendiamoci la bella politica, quella fatta con passione e onestà. Uno per uno riprendiamoci la speranza, contro gli insulti di chi scommette per il fallimento dell’Italia. Uno per uno riprendiamoci la fiducia». Renzi ricorda le misure prese dal governo in questi mesi, ma - prosegue - «vi scrivo» perché «il passaggio del 25 maggio è fondamentale. Conta chi realizza non chi protesta». Renzi chiede agli elettori «un gesto civico: convinci anche un’altra persona», magari «un deluso da Grillo o da Berlusconi». Oggi pomeriggio il premier sarà in piazza del Popolo alle 19. A chi chiede se Marino ci sarà lui glissa: «Sono cose che interessano solo agli addetti ai lavori. Non so chi ci sarà alla manifestazione. A me interessa che ci sia lavoro, lavoro, lavoro». Ma qualche stoccata sul Campidoglio Renzi la tira: «I rapporti tra il governo e Roma Capitale non possono che essere di collaborazione. Se la città è pronta a fare la sua parte, il governo non farà mancare il suo appoggio». Alla Capitale Renzi chiede «un salto di qualità» sulle municipalizzate, su trasporti e servizi («pubblico o privato non fa differenza, dipende dai costi, purché funzionino»), sui rifiuti.
La chiamata alle urne di Renzi: andate a votare
Astensionismo e indecisi, il premier scrive agli elettori: «Porta un amico al seggio»
