Politica

Borghezio: «Il partito è alla vigilia di una svolta storica»

Mario Borghezio, storico esponente del Carroccio, non ha nostalgia per i tempi andati e plaude al nuovo corso varato dal segretario Salvini. «Per la Lega è una svolta storica», dice Borghezio. La presentazione di liste anche nelle circoscrizioni dell’Italia Centrale e Meridionale viene apprezzata anche dallo zoccolo duro di via Bellerio, da quelli che un tempo erano i padani duri e puri e che oggi vedono davanti a loro una sfida ambiziosa. «L’obiettivo è far diventare la Lega un partito nazionale - osserva Borghezio - È un risultato che si può raggiungere solo investendo sul territorio, presentandoe liste con il proprio simbolo e puntando su candidati che siano persone espressione del territorio, con un rapporto molto stretto con gli elettori. Non mi stupisce affatto che ci siano romani nella lista dell’Italia Centrale, chi avremmo dovuto mettere?». Certo il 25 maggio è una data importante. «Sarà un primo test per vedere come reagisce l’elettorato in territori dove storicamente non eravamo presenti. Ma questo non vuol dire dimenticare la nostra storia, il nostro percorso, le nostre tradizioni - osserva ancora Borghezio - Il radicamento maturato negli anni sui territori a noi tradizionali non viene meno. Solo che l’obiettivo è guardare più in là, avere l’ambizione di essere un movimento nazionale». Borghezio non è sorpreso che molti candidati romani della Lega provengano dalla destra sociale. «Ci sono tanti punti di congiunzione tra la Lega e la destra. Penso alla lotta all’immigrazione clandestina e all’uscita dall’euro e da un sistema monetario che penalizza le imprese, i professionisti, i cittadini - dice ancora l’europarlamentare uscente - Sono idee e valori traditi dalla destra politica, ma che esistono nella gente di destra. Una nuova alleanza con Alfano e Berlusconi? Saranno gli elettori a punirli».

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