«Gli indecisi sono ancora molti. E Forza Italia rappresenta l'unica alternativa liberale per chi non vuole lasciare il paese in mano a una sinistra che non cambia mai o alle farneticazioni di Grillo». Mariastella Gelmini, ministro dell'IstruzioIl ne nel quarto governo Berlusconi e oggi responsabile di Forza Italia per la Lombardia, non ha dubbi: alle elezioni europee del 25 maggio il suo partito regalerà, ancora una volta, un'amara sorpresa a chi ha già iniziato ad intornare il suo «de profundis». Gli ultimi sondaggi, prima del blackout elettorale, erano piuttosto deprimenti per Forza Italia. Le cose sono migliorate? «In molti ci danno per finiti, come avevano già fatto nel 2006 e nel 2013. Ma a questi uccelli del malaugurio il nostro partito, e il nostro leader Silvio Berlusconi, risponderanno ancora una volta con la forza incrollabile della nostra gente. La situazione è difficile, non lo nascondo, ma analisti e sondaggisti non fanno i conti con l'enorme numero di indecisi che ancora non ha scelto cosa votare alle Europee. E tra loro si nasconde una fetta importante dell'elettorato, che presto si renderà conto di come Forza Italia sia l'unica, vera, alternativa liberale in grado di riformare questo paese». Il fronte di centrodestra è frammentato, ma questi «indecisi» potrebbero anche scegliere di votare per il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano... «Scegliendo di dare forza a chi, nei fatti, puntella il governo della sinistra? Noi con Renzi abbiamo scelto di fare le riforme e non ci tireremo indietro. Ma il governo del paese è un altra cosa. E Renzi, malgrado il parlare incessante e una presenza costante sui mezzi di informazione, non mi sembra abbia ancora fatto molto di concreto. L'obolo elettorale di 80 euro è stato finanziato aumentando le tasse sulla casa. Non mi sembra il grande passo in avanti verso una sinistra moderna che in molti si aspettavano». E cosa dice a chi non si fida più di nessuno e pensa di votare Grillo? «Dico che queste sono elezioni europee. E Forza Italia appartiene a una famiglia di partiti che avrà la possibilità di cambiare quest'Europa che non ci piace. Un voto a Grillo per il Parlamento Ue sarebbe un voto sprecato. Cosa possono fare i grillini in concreto? Arrampicarsi sui tetti di Bruxelles e Strasburgo? Un voto a Forza Italia, al contrario, è un voto destinato a pesare negli equilibri del Ppe e dunque nelle dinamiche politiche che governeranno l'Europa nei prossimi cinque anni. Il nostro continente non può permettersi di continuare sulla strada dell'austerità, ma deve scegliere la crescita. E questo è un compito che spetterà a chi governa, non a chi mette in scena proteste sterili». Lei crede alla «teoria del complotto» sulle dimissioni di Berlusconi nel novembre del 2012? «Qualcuno, come Edward Luttwak, che non può certo essere sospettato di simpatie berlusconiane, parla apertamente di complotto. E le frasi contenute nell'autobiografia dell'ex ministro del Tesoro di Barack Obama, Timothy Geithner, rafforzano questa tesi. Io ho poca propensione al complottismo in sé, ma le ultime rivelazioni non possono non spingerci a chiedere l'istituzione di una commissione di indagine parlamentare per fare luce sulla vicenda. È ormai una questione di dignità nazionale. E la Farnesina dovrebbe fare un passo diplomatico, attraverso i nostri ambasciatori a Parigi e a Berlino, per chiedere qualche chiarimento ai rispettivi governi». Cosa serve all'Italia per uscire definitivamente dalla crisi? «Serve uno stato che, invece di opprimere i propri cittadini, ponga in essere le condizioni per la ripresa. Serve meno burocrazia, un carico fiscale più sostenibile e la consapevolezza che soltanto aiutando lo sviluppo delle nostre straordinarie potenzialità imprenditoriali - che non hanno paragoni nel mondo - l'Italia potrà risollevarsi dalla crisi in cui è precipitata. Le ricette della sinistra, invece, per non parlare di quelle di Grillo, vanno nella direzione opposta. E si tratta di una strada che non ha mai portato alla crescita, ma alla recessione».
Gelmini: «Ci danno per finiti Risponderemo con forza»
