Politica

Mara Carfagna: «Un Paese stremato che vuole rinascere»

Scambiamo qualche parola con Mara Carfagna quando l'ex ministro è in viaggio verso Bergamo e Cremona, per sostenere i due candidati di Forza Italia alle elezioni comunali, i sindaci Franco Tentorio e Oreste Perri. La Carfagna ha appena lasciato Salerno, dove insieme a Raffaele Fitto e Marzia Ferraioli ha presentato una tappa dell'#oltre tour, forse la novità più interessante espressa da Forza Italia questa campagna elettorale. On. Carfagna, lei alla fine non si è voluta candidare per il Parlamento europeo, ma la campagna elettorale l'ha fatta comunque... «Sì. Ed è stata una campagna elettorale intensa ma molto soddisfacente che mi ha fatto girare tutto il paese da nord a sud». E che impressione le ha fatto, questa Italia? «È un paese in attesa, stremato, ma comunque ancora molto attento e con un atteggiamento tutto sommato propositivo, considerando la difficile situazione economica che sta attraversando. Un paese che riesce ancora ad avere speranza. Al di là di quelli che sono i proclami e la propagnanda della politica nazionale, quando entri in contatto diretto con il territorio scopri che la gente si interessa a problemi molto specifici, chiari da comprendere e il più delle volte si possono risolvere con il buonsenso. Si tratta di una politica che ancora possiede un forte codice di rappresentanza, a differenza di quella nazionale che a volte sembra distante dai cittadini e dai loro problemi». Un conto è la politica locale sul territorio, dunque, e un altro è quella che si combatte sulle prime pagine dei grandi giornali. Però il 25 maggio si vota per le Europee... «I due livelli marciano e devono marciare insieme. Io mi sono spesa molto nella campagna elettorale per sostenere i nostri candidati a sindaco, e tra loro ci sono molte donne, al sud, al centro e al nord. Quindi ho fatto una doppia esperienza, quella di supporto ai nostri candidati per le Elezioni europee e quella di supporto ai nostri candidati nei comuni. Le devo dire la verità: è quasi sempre quest'ultima ad appassionarmi maggiormente». Parliamo del suo sostegno a Raffaele Fitto. Dobbiamo pensare alla nascita di una nuova corrente dentro Forza Italia? «Io sono profondamente contraria alle correnti, come sono contraria a qualsiasi visione marginale della vita di partito. E non ho sostenuto soltanto l'ex governatore della Puglia, ma ho dato il mio aiuto a tutti i candidati che me l'hanno chiesto. Partecipando alle manifestazioni più diverse, ogni volta che ne ho avuto la possibilità. E l'ho fatto sempre con un entusiasmo incrollabile. Devo anche riconoscere che la campagna di Fitto è forse una delle più belle ed innovative tra quelle in cui sono stata coinvolta, perché sancisce un nuovo paradigma di rapporto con l'opinione pubblica, un paradigma di comunicazione con il quale mi identifico totalmente. Se posso azzardare un paragone, credo che sia la più berlusconiana tra tutte le campagne elettorali che ho visto recentemente. Così tagliamo anche la testa, in anticipo, a qualche polemica inutile che è serpeggiata nelle ultime settimane». Come vede il futuro di Forza Italia? E come ritiene che si possa avviare un processo di riunificazione del centrodestra nazionale? «Prima di pensare al "dopo elezioni", sarebbe il caso di portare a termine questa campagna elettorale con il miglior risultato possibile. E sono assolutamente convinta che, ancora una volta, saremo in grado di soprendere i sondaggisti che parlano di un partito ormai sul viale del tramonto e i "gufi" che già si cullano nell'idea di un movimento in sfacelo. Ci hanno dato per finiti già tante volte. Eppure, anche quando abbiamo soltanto sfiorato la vittoria, come nel 2006 e nel 2013, il nostro risultato è stato molto superiore alle aspettative degli osservatori, di parte e non. La forza della nostra gente soprenderà ancora una volta tutti. Questa è sempre sta la carta vincente di Forza Italia e del suo leader, Silvio Berlusconi. Le analisi del giorno dopo, però, le rimando volentieri al giorno dopo. Magari sentiamoci il prossimo lunedì. Adesso la campagna elettorale incombe. E io ho ancora molti chilometri da percorrere».

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