Politica

Basta cortei violenti nel centro di Roma

Il ministro dell’Interno Alfano presenta il piano sicurezza per la Capitale. Marino: «Sarei stato più severo». Sms per segnalare spaccio e prostituzione

Speriamo che sia la volta buona. I romani ormai sono abituati ai patti per «Roma Sicura». Nel 2011 fu firmato il terzo, con Alemanno sindaco. Sotto l’era Veltroni, nel 2007, fu stipulato il primo. Quello presentato ieri dal ministro dell’Interno Angelino Alfano si chiama «Piano sicurezza per Roma». Cambia il nome, ma l’obiettivo è sempre lo stesso. Al primo posto ci sono le misure più severe per quanto riguarda i cortei nel centro della Capitale. Poi c’è la necessità di garantire l’ordine pubblico allo stadio Olimpico. Non poteva essere altrimenti, dopo la guerriglia dei blu block a piazza Barberini e gli spari ai tifosi del Napoli in via Tor di Quinto. Alfano ha assicurato che saranno vietati tutti i cortei dove si sospetta possano infiltrarsi i facinorosi, mentre per l’Olimpico la novità è che i settori dello stadio saranno «segmentati» e ci saranno più telecamere. Il sindaco Ignazio Marino si è spinto addirittura oltre, chiedendo di mettere le celle negli stadi, un po’ come avviene già oggi in Inghilterra. Il primo cittadino avrebbe gradito ancora più fermezza: «Io sarei più severo di quanto ho ascoltato dal ministro Alfano, perché chi si presenta incappucciato, con un casco integrale, con delle biglie d’acciaio, delle fionde o delle spranghe di ferro dovrebbe poter essere fermato immediatamente e non solo fotografato per poi essere identificato in un secondo momento». Il piano del Viminale tocca anche molti altri temi, dall’abusivismo commerciale alla prostituzione, dallo spaccio di droga ai furti nelle abitazioni fino alla movida incontrollata. Chi vorrà segnalare prostituzione e spaccio potrà inviare sms a due numeri telefonici dedicati. Il piano si basa su tre livelli: una direttiva del ministro dell’Interno al prefetto di Roma, una circolare del direttore del Dipartimento di Pubblica Sicurezza alle forze dell’ordine della città, una convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione del sindaco di Roma. Le forze dell’ordine saranno chiamate ad operare «per missione», in base alle esigenze, e la Capitale sarà divisa in tre macroaree affidate a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le aree saranno individuate dal comitato per l’ordine e la sicurezza. «Per questo attueremo la ridislocazione degli uffici mobili - ha spiegato Alfano - Noi vedremo tutto e avremo l’individuazione quantitativa dei luoghi e delle zone dove emergono determinati reati. I nostri uffici mobili si recheranno lì». Per uffici mobili si intendono le roulotte delle forze dell’ordine che presidieranno le varie zone.   CENTRO VIETATO AI CORTEI «PERICOLOSI». Telecamere sui caschi degli agenti Il ministro Alfano ha annunciato che «la decisione che abbiamo assunto sui cortei è il rigoroso rispetto del protocollo firmato dal Prefetto con i partiti e i sindacati. Esiste un accordo sugli itinerari. La nostra posizione è ferma: nessun corteo violento sarà ammesso in centro. Quelli pacifici sì, rispettando gli itinerari contenuti nel protocollo». Quindi cosa accadrà? Per capire quali cortei possono diventare violenti, il Viminale si servirà delle segnalazioni dell’intelligence. Questa linea di rigore varrà per tutti, sia per chi ha firmato il protocollo del prefetto Pecoraro sia per chi, come i movimenti, non lo ha fatto. Gli agenti, infine, avranno la telecamera sul casco: «Le stiamo acquistando - ha detto Alfano - sono in uso sperimentale».   STADIO SORVEGLIATO E L’IDEA DELLE CELLE. Mini-settori e anello di sicurezza Come fare a garantire la sicurezza all’Olimpico? Ci sarà una segmentazione dei settori e sarà potenzia la videosorveglianza, per una migliore e più veloce identificazione dei violenti. Più telecamere anche lungo le «vie di afflusso». Saranno installati occhi elettronici dal lungotevere al Foro Italico, da Ponte Milvio a via di Tor di Quinto. Sarà anche ampliato l’anello di sicurezza attorno allo stadio, e sarà monitorata la zona degli ambulanti. I biglietti saranno controllati con i palmari. Ma Alfano è stato sincero: «Per attuare queste misure occorrono risorse economiche. Cercheremo di reperirle prima dell’inizio del campionato». E il sindaco Marino chiede di mettere le celle nello stadio dove portare i tifosi arrestati.   SMS PER SEGNALARE DROGA E PROSTITUZIONE. Due numeri e anonimato garantito Si potrà inviare un sms per segnalare lo spaccio di stupefacenti, soprattutto davanti alle scuole. Il numero 3386640311 è già attivo ed è collegato all’acronimo «Squadre mai spaccio». Ci sarà anche un numero per segnalare lo sfruttuamento della prostituzione: è il 334-6903374. Il ministro dell’Interno Alfano ha tenuto a precisare che «benché gli sms siano tracciabili da parte delle forze dell’ordine, l’autore della denuncia non potrà essere identificato». Il sindaco Marino ha chiesto di introdurre anche la possibilità di inviare mms con la foto, ad esempio, dello spacciatore. Lascia comunque perplessi il fatto che serva una segnalazione per scovare le prostitute che già a centinaia «presidiano» le strade della Capitale.   PUGNO DURO CONTRO I VU’ CUMPRÀ. In campo gli uomini dello Scico  Il sindaco Marino la scorsa estate si era illuso che fosse facile sbarazzarsi di vu’ cumprà e mise in campo trecento vigili con questo compito esclusivo nel centro di Roma. Un’operazione naufragata poco dopo. Oggi anche il ministro Alfano promette che il problema sarà debellato: «Roma non può essere un suk. È un fenomeno sul quale vogliamo andare giù duri». Ecco cosa accadrà: la Finanza schiererà i suoi uomini migliori, quelli dello Scico. «Intendiamo risalire la catena del falso, per punire chi vende i falsi ma soprattutto chi li produce», ha spiegato il ministro. Pochi giorni fa Marino gli aveva consigliato da dove iniziare: dai magazzini di via dell’Omo, «dove ci sono tonnellate di merce contraffatta».   MAPPA DEL RISCHIO CONTRO FURTI E RAPINE NELLE ABITAZIONI. Dal satellite la mappa dei crimini È uno dei punti del piano «Roma capitale sicura» che più interessa ai cittadini. Si tratta del contrasto ai furti e alle rapine nelle abitazioni. Si punta a una «mappatura del rischio» per segnalare le aree a più alta concentrazione di atti criminali, in modo di potenziare la vigilanza con sistemi di localizzazione satellitare. Non ci sarà, però, un aumento generico delle forze di polizia, ma saranno impiegati nuclei dedicati a specifiche azioni di contrasto, in base alle esigenze. «Uomini e donne in divisa saranno impiegati per specifiche missioni», ha detto Alfano. I dati, infatti, parlano chiaro. Secondo l’ultima indagine dell’istituto Eures ci sono state 15.272 denunce per furti in abitazioni nell’arco di un anno pari ad un incremento del 4,4 per cento.   LOTTA AI REATI COLLEGATI ALLA MOVIDA. Cabina di regia informatica h24 Il Viminale ha intenzione di ridurre i reati collegati alla movida: risse, schiamazzi notturni e spaccio di droga tanto per citarne alcuni. È prevista una ricollocazione degli uffici mobili, in base alle statistiche sui reati raccolte in tempo reale da una cabina di regia informatica. Quanto al tema della movida, Alfano ha spiegato che è necessario che «le notti romane non diventino notti da tragedia e da reato. Con le telecamere attive 24 ore su 24, vedremo real time chi commette i reati». «Va bene divertirsi -ha osservato il ministro- ma senza disturbare la libertà degli altri». Intanto, il Comune, sta per presentare l’ordinanza che limita il consumo e la vendita di alcolici in alcuni quartieri più vivi durante la notte.   IL COORDINAMENTO. Prefetto capo della squadra Roma L’attuazione del Piano avverrà attraverso tre differenti livelli. Alfano ha infatti annunciato una direttiva del Viminale, con la quale affiderà il compito di applicare il Piano al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il quale sarà a capo della «squadra Roma, come l’ha definita Alfano. È in arrivo anche una circolare del Capo della Polizia, prefetto Alessandro Pansa, alle forze dell’ordine e la convocazione di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, con la partecipazione del sindaco di Roma, Ignazio Marino. «Si tratta -ha assicurato il ministro Alfano- di un approccio moderno per l’utilizzo del personale» delle forze dell’ordine, e «darà più sicurezza ai cittadini di Roma».

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