Raffaele Fitto concilia una campagna elettorale di tipo tradizionale - con la riscoperta dei comizi città per città nella circoscrizione Sud, dove è candidato di FI per il Parlamento europeo - con quella sui social network, dove l’hashtag #oltre è stato uno dei più diffusi in questa tornata per le europee. In questa intervista per Il Tempo ne ha per tutti. Alfano? «Non è credibile data la sua mancanza di coerenza per rappresentare il centrodestra». Renzi? «Ha rovinato tutto con la manovra di palazzo con cui ha accettato di andare al governo, inoltre presto al gente si accorgerà come dietro agli slogan e alle promesse non ci sia nulla». L’Europa? «Noi andiamo lì con il progetto di cambiarla a cominciare da fiscal compact, rapporto deficit-Pil e possibilità per la Bce di stampare moneta. Non ci iscriviamo né agli euro scettici né agli euro entusiasti. Noi facciamo politica non propaganda». Lei quest’anno ha riempito molte piazze del Sud con i suoi comizi, che atmosfera ha visto e che differenze ha notato rispetto alla campagna elettorale delle politiche 2013? «Il punto di partenza è sempre lo stesso. È il frutto del tentativo di distribuire rassegnazione anche con i sondaggi. Poi, piano piano, le atmosfere si scaldano e la partecipazione aumenta. Io sto stringendo migliaia di mani ogni giorno, incontrando piazze con tanta gente. Se si lavora sul territorio si può dare molto e puntare a recuperare gli indecisi». L’hastag #oltre, scelto da lei per la campagna elettorale, è uno dei più diffusi su Twitter. Come concilia la tecnologia della comunicazione con il comizio tradizionale? «Esattamente portando la tecnologia nelle piazze reali. C’è necessità di metterle insieme specie nel Mezzogiorno. Solo così si riesce a dare vita a un mix veramente vincente che può conquistare i cittadini». Alfano oggi vi sfida e dice che Berlusconi è conciliante perché ha visto gli ultimi sondaggi. Dalla Annunziata sostiene che siete il partito «né carne né pesce» e che è inutile votare per voi... «Io sto a questa campagna elettorale. E il tema è la lealtà e la coerenza. Non solo nei confronti di un leader ma del suo elettorato. La coerenza poi ha a che vedere coi valori basilari di una formazione politica. Se vengono meno questi due principi mi sembra difficile essere credibili o ritenuti tali. Il centrodestra vero siamo e restiamo noi di Forza Italia. Per chi fa la stampella della sinistra e del suo leader è difficile sostenere il contrario». Che possibilità ci sono di cambiare l’Europa con questa tornata elettorale? «Un ottimo risultato di Forza italia farebbe la differenza: se fossimo numerosi nel gruppo del Ppe, sarebbe un segnale forte per il cambiamento sia economico sia nei temi come l’immigrazione. Un forte voto per Forza Italia farebbe capire alla Merkel che nel Ppe lei e noi siamo alla pari. A differenza di Grillo, che vuole distruggere tutto, o di chi come Renzi e Alfano vuole accettare tutto, noi vogliamo andare in Europa per cambiare tutto, dal fiscal compact al limite del 3% nel rapporto tra deficit e Pil. Per non parlare delle politiche monetarie o di quelle di difesa. O l’Europa si trasforma in una federazione di Stati o rimarrà la pessima burocrazia che è attualmente». Sembra, nella rappresentazione dei media, che ormai la corsa sia tra Renzi e Grillo. Crede che ci possa essere una sorpresa anche questa volta? «Tutto mi fa pensare che andrà a finire proprio così. Saremo una sorpresa. Alle politiche ci davano all’11% e si è visto come è andata a finire. Adesso anche i peggiori sondaggi ci attestano intorno al 20%, dunque siamo in una condizione teoricamente meno drammatica. Inoltre in questi ultimi giorni stiamo effettuando lo sforzo finale per recuperare al voto i delusi e gli indecisi. Anche questa volta rimarranno delusi quelli che predicono l’Armageddon». Un giudizio su Renzi e il governo? «Il vulnus iniziale è che ha tradito quello che diceva alla Leopolda ed è andato al potere con un’operazione di palazzo. Poi ha favorito quasi solo i lavoratori pubblici, che saranno i maggiori beneficiari del bonus degli 80 euro, mentre gli altri pagheranno con la casa e i depositi bancari. La cortina fumogena mediatica si sta già sollevando: mancanza di crescita, più tasse e contenuti fluttuanti dei provvedimenti, non solo economici. La delusione sarà grande. Non c’era bisogno di Renzi per dire alcune cose sacrosante come quelle sul sindacato. Ma oltre agli slogan da campagna elettorale, non c’è nulla di concreto».
Fitto: «Il vero centrodestra è di chi non tradisce»
