«Alla Digos sono già con noi, alla Dia sono già con noi, i carabinieri sono con noi. Facciamo un appello: non date più la scorta a questa gente». Piazza gremita, ieri, a Torino per il leader del Movimento 5 Stelle giunto nel capoluogo piemontese nell’ultimo weekend di campagna elettorale per tirare la volata a Davide Bono, candidato alla presidenza del Piemonte. E per la chiusura dei comizi ha dato appuntamento a Roma, il 23, dove porterà, ha detto, un milione di persone. Grillo è stato fedele al suo personaggio, dichiarandosi con la polizia e contro i politici che fanno leggi sbagliate. «Quando una legge è contro migliaia di persone non va rispettata». E ancora: «Faremo un tribunale online: metteremo le persone sulla rete e voteremo caso per caso giornalisti, politici e imprenditori. Li metteremo online ed emetteremo un verdetto virtuale: almeno il diritto di uno sputo». E attribuisce alla malapolitica la mancanza di senso della Nazione: «Non mi stupisco quando allo stadio sento fischiare l’Inno d'Italia. "Fratelli d’Italia", ma fratelli di chi? Chiediamoci il perché». E ancora contro la malapolitica: «Io - ha aggiunto - inorridisco quando vedo il capo dello Stato ricevere al Quirinale un condannato in via definitiva». «Non c'è stata violenza in Italia solo grazie al Movimento Cinque Stelle, la nostra rabbia ha unito 10 milioni di persone», ha tuonato Grillo dicendosi sicuro di aver già vinto le elezioni europee: «Il nostro è cominciato come sogno. Ora quel sogno sta diventando realtà per questo cercano di interromperlo, ma se non ci fanno sognare, noi non li faremo dormire». «Queste europee le abbiamo già vinte - ha proseguito - e lo sanno e cominciano di nuovo con il dossieraggio, la stessa tecnica, non cambia di una virgola. Dicono che 32 anni fa prendevo soldi in nero, ma i risultati ci daranno ragione vinceremo con il 100%, non ce la faranno. Io non sono candidato, non sono il loro avversario sono un pregiudicato e li riconosco prima, il loro avversario è l’onestà di chi fa buona politica». E non manca la raffica contro un’Europa che non gli piace, personificata dai diktat tedeschi. «Bisogna ringraziarlo Stalin. La guerra contro i nazisti l’ha vinta lui. Se non vinceva Stalin, Schulz era dentro al Parlamento con una svastica sulla fronte. E tu dai dello stalinista a me? Vieni a offendere 10 milioni di italiani? Schulz, vedi di andare affanculo...». E ancora, sempre sui trascorsi della Germania: «Dicono che io sono Hitler. Ma io non sono Hitler...sono oltre Hitler!». E poi se la prende con il premier: «Portano i bambini in piazza e li fanno gridare "Matteo, Matteo". Bisogna prendere quelle maestre e licenziarle in tronco perché non possono fare queste cose con i bambini». «L’ebetino - ha aggiunto - è andato a dare due linguate a quel culone tedesco della Merkel». E per Silvio Berlusconi conia un nuovo soprannome: «Non è più lo psiconano, ma Tinto Bass: vediamo chi metteranno nel cesso Tinto...». La conclusione, naturalmente, visto che si tratta della campagna elettorale per le Europee, è tutta rivolta all’Unione: «Il 25 andremo in Europa per cambiarla». L’appuntamento ora è a Roma, con un milione di persone.
Grillo: "A Roma porto un milione di persone"
Il leader del Movimento 5 stelle si muove con gli "amici" sbirri. INTERVISTA: "Io agente che voto per Beppe"
