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«È il colmo, alla fine resto io l’unico sotto processo per aver difeso le maestre»

Alla fine a rimanere in piedi è solo l’accusa contro Carlo Giovanardi, innocentista della prima ora nel caso degli «orchi», che orchi non erano, della scuola materna di Rignano Flaminio. Nell’estate 2009 Giovanardi proiettò a palazzo Chigi un video che mostrava il colloquio fra una delle bambine vittime dei presunti abusi e il suo papà. Lo scopo era dimostrare che il minore era stato «indotto» ad accusare le maestre. Ma Giovanardi si beccò una denuncia dall’avvocato di quel genitore. Senatore, è paradossale che a rischiare il processo ora sia proprio lei. «Quando ero sottosegretario alla presidenza del Consiglio visionai a palazzo Chigi un video in cui si vedeva un genitore che diceva a sua figlia: "Dillo a papà cosa ti facevano le maestre". La piccola rispondeva "papà, fammi giocare", e lui continuava: "Sei una bugiarda". Quel signore si sentì leso e il suo legale, Carlo Taormina, mi denunciò. Il pm decise di archiviare tutto, ma l’avvocato si oppose. A luglio ci sarà la decisione. Ma anch’io denunciai Taormina, che mi definì "amico dei pedofili". Solo che in questo caso l’archiviazione c’è stata». Lei è sempre stato innocentista. «Conoscendo i precedenti di persone accusate di essere mostri e poi assolte, quando ho letto di maestre, bidelle, film pornografici e sodomizzazioni, ho subito pensato che fosse una storia folle che si ripeteva. Come si può credere che cinque maestre e una bidella facciano sparire una comitiva di bambini per poi abusarne? Eppure, fossimo stati nel Far West, li avrebbero impiccati». Perché, nonostante il Riesame avesse già smontato le accuse, la Cassazione pure, e anche i giudici di primo grado, i pm sono andati avanti? «È questa l’aggravante del caso di Rignano. Nonostante fosse tutto chiaro fin dall’inizio, la pubblica accusa ha trascinato quelle persone fino in appello e ora si rischia di finire in Cassazione. Ma perché cercare un colpevole a tutti i costi? C’è una cosa che non capisco. Se viene dimostrato che quei poveri figli non sono stati abusati, i genitori non dovrebbero essere contenti?». Questa storia è interamente spiegabile con la teoria del «contagio psicologico»? «Un "contagio" affiancato ad altre situazioni. A Rignano un bambino interrogato, ad un tratto si è tappato la bocca e ha tirato su col naso. Per l’"esperta" era la prova che fosse stato sodomizzato». Anche se in questo caso sarà difficile darle addosso, lei passa sempre per una specie di «mostro». «Quando si serve la verità, vale la pena correre il rischio di essere dipinto così».

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