Politica

Costa: «Criminale uscire dall’euro. Così batteremo Grillo»

Va all’attacco di Grillo e Salvini, dei populismi europei, critica la Le Pen e gli altri partiti estremisti. Parla di ricerca, dei giovani, delle politiche sociali, dell’impegno per arrivare a un’Europa che non sia distante ma che riesca, anche in Italia, a conquistare la fiducia dei cittadini. Non ci sta, soprattutto, a cedere all’idea che sia meglio tornare alla lira, abbandonando l’euro a cui siamo approdati dopo un lungo e faticoso cammino. Silvia Costa, esponente del Partito democratico, siede da cinque anni nel Parlamento europeo e si ricandida. È nella circoscrizione Italia centrale. Qual è il bilancio dei suoi anni di lavoro a Bruxelles e Strasburgo? «Sono stati cinque anni molto impegnativi, ho lavorato parecchio. Del resto abbiamo vissuto la crisi più grande dal dopoguerra e abbiamo toccato con mano quanto bisogno ci sia di Europa. Abbiamo cercato di dare risposte, ovviamente alcune volte riuscendoci, altre no. In particolare mi ha dato molta soddisfazione essere la relatrice del programma cultura e creatività 2014-20, che è fondamnetale per l’Italia». In questi anni in Europa sono prevalse le politiche d’austerità, è stato un errore? «Sostengo, da tempo, che è sbagliato. Serviva, invece, una politica economica comune e di crescita. Ma non solo. Anche un impegno particolare per la ricerca. Insomma, c’è bisogno di un’Europa politica». Quali sono i provvedimenti decisi dall’Ue che invece ha apprezzato? «Il fondo per gli indigenti, che è stato quasi triplicato e che finanzia le mense dei poveri in Europa. Poi abbiamo incentivato e aumentato la dotazione per l’Erasmus, per consentire agli studenti italiani di fare un’esperienza di studio in paesi stranieri. Inoltre abbiamo lavorato molto anche sulle norme contro la tratta degli esseri umani». Perché queste cose le sanno in pochi? Perché in Italia l’Unione europea è un’istituzione ancora lontanissima dai cittadini? «In effetti l’Europa sembra una signora snob che ci guarda dall’alto, eppure noi siamo stati tra i suoi fondatori. C’è molta ignoranza anche per via di un’informazione debole su questi temi. Anche per questo prevale in tanti una logica di rinazionalizzazione. Ma non sarebbe una soluzione». A proposito, che ne pensa di chi vorrebbe uscire dall’euro? «È criminale dire una cosa del genere. Significherebbe avere una lira leggerissima, avremmo interessi altissimi sui mutui e un’inflazione alle stelle. Invece se ci stiamo riprendendo è anche merito di un mercato comune. Certo, noi chiediamo che si arrivi ad avere regole di salario uguale per i paesi europei, in modo da evitare le delocalizzazioni delle imprese che, in molti casi, soltanto per fare profitto chiudono le aziende in Italia e le riaprono in altri luoghi». Cosa direbbe a Grillo e Salvini, i politici italiani più scettici verso l’Ue? «A Grillo chiederei a quale gruppo politico aderirà in Europa. Non dirlo è una scorrettezza nei confronti degli elettori. Non può formare un gruppo autonomo, le regole del Parlamento Ue non lo consentono. Dunque, potrebbe decidere di fare un gruppo con i partitini estremisti o con quello della Le Pen. Nel primo caso non conterebbe granché, nel secondo diventerebbe pericoloso. Al leghista Salvini farei notare la sua incoerenza: prima dice di uscire dall’euro e poi chiede all’Europa di farsi carico del problema dell’immigrazione. Ma allora l’Europa deve esserci oppure no?». Come immagina l’Europa del futuro? «La immagino fondata sul principio di solidarietà, con pari dignità tra i paesi che ne fanno parte. Poi vorrei che il modello sociale europeo dicesse sì al mercato ma con la protezione dei diritti delle persone. Inoltre una politica estera e di difesa comune». Il risultato elettorale del Pd sarà anche un test per Renzi. Pensa che andrà bene? «Tutte le elezioni hanno un significato politico ma non si può arrivare a sostenere quello che dice Grillo, cioè che se lui vincerà il governo Renzi cadrà. Sono fiudiciosa sul risultato del Pd, siamo diventati il riferimento di chi vuole fare le cose. Anche se temo che ci sarà un alto livello di astensione. Spero che tutti capiscano che all’Europa serve una bella spinta popolare».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.