Politica

«Nessuno slittamento del pagamento della Tasi»

«Lo slittamento del termine dei pagamenti rischia di provocare un buco drammatico di liquidità. Se addirittura qualcuno pensa ad un rinvio a dicembre ciò significa mettere i comuni nell'impossibilità...

«Lo slittamento del termine dei pagamenti rischia di provocare un buco drammatico di liquidità. Se addirittura qualcuno pensa ad un rinvio a dicembre ciò significa mettere i comuni nell'impossibilità di erogare i servizi». È l’allarme lanciato ieri dal presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) Piero Fassino, al termine della Conferenza unificata, sull'ipotesi di un rinvio della Tasi a dicembre che sarebbe contenuta in alcuni emendamenti presentati da più forze politiche. Secondo Fassino «non è neppure serio verso i cittadini cambiare i termini previsti e ai Comuni servono certezze per gestire i bilanci». Fassino ha poi ribadito che né l’Anci né i Comuni hanno chiesto uno slittamento dei termini del pagamento». Il sindaco di Torino ha poi scritto una lettera al presidente del Consiglio chiedendo «un incontro urgente per esaminare la situazione e convenire le misure correttive da introdurre nel decreto in sede di conversione parlamentare». «Non ci sfugge lo sforzo rilevante che il Governo sta profondendo per rimettere in moto investimenti e sostegno ai redditi e ai consumi – ha scritto il presidente dell’Anci – Ma anche nella finanza locale ci sono livelli di "sostenibilità". Le misure della spending review vanno molto oltre tali livelli». Come già anticipato in un incontro con il ministro del Tesoro, Fassino ha ricordato a Renzi che «la realtà è assai diversa dalla vulgata mediatica, secondo la quale ai Comuni è stato chiesto un contributo di 360 milioni». «A questi - precisa invece Fassino - si devono aggiungere 250 milioni di tagli conseguenti a provvedimenti assunti nel 2012 e 2013 e gravanti su esercizio 2014; 300 milioni preventivamente detratti per un maggiore gettito che deriverebbe da rimodulazione delle agevolazioni su immobili rurali; 100 milioni di tagli al fondo per città metropolitane e province; ulteriori riduzioni di risorse che derivano da altre misure previste nel provvedimento. La conclusione è che si chiede ai Comuni un contributo non inferiore a 1 miliardo, cifra assolutamente insostenibile». «Infine - scrive ancora Fassino - si consideri che la situazione finanziaria dei Comuni è ulteriormente aggravata dall'anticipazione di onerosi impegni di spesa – dalle spese per gli uffici giudiziari alle spese per l'emergenza profughi – che lo Stato non onora (nonostante obblighi di legge in materia)».

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