Tutto comincia in piazza di Padova, una di quelle dove Grillo spopola e guadagna consensi su consensi, mischiando battute e indignazione. Dove fa più il comico che il politico. Lì il leader del Movimento Cinque Stelle si lascia andare a battute infelici. "Quello là", dice riferendosi al barboncino di casa Berlusconi, "lo affiderei alla vivisezione". La stessa cattiveria "sparata" la sera prima in un altro comizio a Bergamo. Dalle dichiarazioni alle repliche non passa troppo tempo: e Dudù diventa un caso politico. La protesta è bipartisan. Prima insorge la padrona: "E' una notizia che Grillo sia favorevole alla vivisezione. Non è una notizia che per lui ammazzare non è un reato". Le fa eco Michela Brambilla, animalista fino al midollo. "Il leade rdel Movimento 5 Stelle - commenta indignata - fa propaganda alla vivisezione e mostra di non sapere neppure che cosa sia l'amore per gli animali. D'altra parte l'ha detto chiaramente, nel suo comizio, che detesta quei cagnetti". Un "razzista animale", secondo il portavoce dei Verdi, Luana Zanella. Lo sdegno è trasversale. Scrive su Facebook il fondatore dei comitati Bobi (BOicotta il BIscione), Gianfranco Mascia: "Nella mia vita, non avrei mai pensato minimamente di dover difendere un membro della famiglia Berlusconi. Ma la frase di Grillo su Dudù (va vivisezionato) non mi sembra degna di una persona intelligente. Credo che i diritti degli animali non siano uno scherzo e vadano sempre rispettati. È così che sono costretto a dire che, questa volta, Bobi difende Dudù". Alla fine il leader del Movimento Cinque Stelle interviene su Twitter: "Sono da sempre contro la vivisezione, sono molto affezionato al mio cane Delirio e auspico una partito-vivisezione attraverso la democrazia".
Grillo: "Vivisezione per Dudù". E scoppia il caso
Il leader del Movimento Cinque Stelle durante un comizio. Animalisti e politici in campo per difendere il barboncino di casa Berlusconi
