Genovese, accusato di associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, si è costituito ieri sera nel carcere di Messina, sua città di residenza, accompagnato dalla moglie. Si chiude così una vicenda che tiene banco da diversi giorni, fatta di attacchi incrociati fra Pd, M5s e Forza Italia nel bel mezzo della campagna elettorale per le Europee. Anche perché il deputato al centro delle accuse aveva appoggiato durante le primarie propri Matteo Renzi e i pentastellati accusavano il Pd di frenare la richiesta dei magistrati. La Camera ha vissuto la sua ennesima giornata convulsa. Pochi minuti dopo le 14 proprio il premier dichiara a Repubblica che «il Pd chiede di votare subito, oggi stesso, per l’arresto di Genovese con voto palese». E dopo nemmeno mezz’ora da questa affermazione, la situazione si sblocca: la conferenza dei capigruppo di Montecitorio decide che la Camera voterà sulla richiesta di arresto di Genovese alle 16.30. Il voto sarà palese, una scelta fatta all’unanimità da tutti i gruppi, come conferma anche la presidente Laura Boldrini aprendo la seduta. Durante la discussione in aula, i deputati Cinque Stelle protestano contro il governo. La grillina Tiziana Ciprini conclude il suo intervento con un avvertimento ai politici della maggioranza: «Ora la sveglia la diamo a voi, perchè la vostra ora è suonata», dice tirando fuori da sotto il banco una sveglia celeste e facendola suonare vicino al microfono. Pronto l’intervento della Boldrini per ristabilire l’ordine in aula. A questo punto il Pd convoca l’assemblea del gruppo per serrare i ranghi. «Abbiamo votato in giunta con chiarezza per l’arresto di Genovese, non abbiamo cambiato idea», assicura il vice segretario del Pd Debora Serracchiani. Mentre il M5s si attribuisce il merito della svolta, come sottolinea Grillo in un tweet: «Vinciamonoi! Li mandiamo a casa a uno a uno! Ora il deputato del Pd può essere arrestato! Fuori Genovese dal Parlamento».
Genovese in cella, il Pd accontenta Grillo
Sì della Camera all’arresto dopo che Renzi aveva imposto di votare subito. Sei dissidenti tra i Dem. Il deputato indagato si costituisce a Messina
