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Il Quirinale: Napolitano non era a conoscenza di pressioni subite da Berlusconi

"Le dimissioni motivate da eventi politico-parlamentari italiani" - Le prove delle trame anti-Cav   - La rivincita di Silvio -  Fi chiede una Com

"Gli episodi 'rivelati' dall'ex Segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti e da altri sono relativi a riunioni, tenutesi nell'autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il Presidente della Repubblica italiana - al pari degli altri Capi di Stato non dotati di poteri esecutivi - non aveva titolo a partecipare e non partecipò: e dunque nulla può dire al riguardo". Sul caso Geithner interviene il Quirinale. “Null'altro di pressioni e coartazioni subite dal Presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati fu mai portato a conoscenza del Capo dello Stato". Con queste parole, il Colle fa sapere di essere del tutto estraneo alle eventuali manovre messe in atto per defenestrare Silvio Berlusconi nel 2011. Dopo l'amarezza espressa dall'ex Cavaliere per il “silenzio” del Capo dello Stato e delle altre alte cariche istituzionali, con un comunicato, la Presidenza della Repubblica specifica che "le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi, e già preannunciate l'8 novembre, non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze, a eventi politico-parlamentari italiani". Giorgio Napolitano "fornì un'ampia ed esaustiva ricostruzione e valutazione nel discorso tenuto il 20 dicembre 2011 in occasione della Cerimonia di scambio degli auguri con i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche in Quirinale. In quel discorso, così come nel messaggio televisivo del 31 dicembre, possono ritrovarsi tutte le motivazioni relative a fatti politici interni e a problemi di fondo del paese come quelli della crisi finanziaria ed economica che l'Italia stava attraversando nel contesto europeo". Ammette il Quirinale che “qualche aspetto” della vicenda “era trapelato pubblicamente”. Proprio per questo, si legge nel comunicato, “il Presidente della Repubblica stigmatizzò il 25 ottobre 2011, "le inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche (a margine di incontri istituzionali tra capi di governo) di scarsa fiducia negli impegni assunti dall'Italia".

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