La Notte dei Musei senza apertura del Colosseo: il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini si rammarica ma «non sono stati trovati 5 custodi interni volontari» nel rispetto «di una regola degli accordi sindacali che non ho deciso io» per assicurare la visita notturna nazional-popolare anche al monumento più famoso della Capitale. Scoppia il caso e Ignazio Marino si mette subito a disposizione come «sindaco e romano» per trovare una soluzione. Disposto a trovarli lui i cinque custodi anche se «il Colosseo non è nella giurisdizione museale espositiva del Comune di Roma». A un certo punto sembra che la pietra dello scandalo siano proprio loro, i custodi fannulloni. E c’è perfino Stefano Pedica della direzione del Pd Lazio che offre la sua disponibilità «a fare il custode volontario per il turno dalle 20 alle 24 del 17 maggio e aprire il Colosseo in occasione della Notte dei musei». Perché la «cultura va sempre difesa - spiega Pedica - e chi ama Roma e la sua storia deve dimostrarlo con i fatti, mettendoci la faccia». Dall’altra parte i custodi ufficialmente tacciono. E rosicano in silenzio. «Ma come si fa a pensare che non vogliamo fare uno straordinario - dice uno di loro - considerato che sabato prossimo avremmo comunque dovuto lavorare di notte? I soldi in più in busta paga fanno comodo a tutti. La verità è che l’amministrazione aveva già deciso di non aprire sabato sera il Colosseo per una manifestazione che avrebbe convogliato un numero molto alto di visitatori e che quindi avrebbe comportato problemi per la sicurezza». Il custode si riferisce alla visita guidata serale al Colosseo e ai sottorranei con speciale apertura notturna «La Luna sul Colosseo» (in programma ogni giovedì e sabato dal 24 aprile al 1 novembre 2014) per la quale è necessario prenotarsi perché scaglionata in cinque gruppi da venti persone dalle 20,10 alle 24. Che è stata annullata perché in concomitanza con la Notte dei Musei. Il biglietto per parteciparvi costa 20 euro (più 5 euro di diritti di agenzia). Chi l’ha fatta è rimasto entusiasta. I visitatori cominciano dall’arena poi accedono alle gallerie e alle arcate interne del monumento rese ancora più suggestive dall’illuminazione. «Certo che per la "Luna sul Colosseo" si può pensare che bastino cinque custodi o poco più per aprire - prosegue il custode - Ma cosa dire della massa di gente che sarebbe entrata pagando un solo euro? Ci voleva molta più sorveglianza mettendo comunque a rischio il monumento. L’amministrazione ha fatto bene a impedire l’apertura del Colosseo». Questa la versione dei custodi che vogliono essere scagionati. «E poi vorremmo dare un consiglio a Renzi che vuole efficientare la pubblica amministrazione. Perché non sposta il personale nullafacente di certi uffici ministeriali ai Beni Culturali? Ad esempio nel comparto sorveglianza e accoglienza dei monumenti dove ormai siamo ridotti ai minimi termini anche perché non si assume più e molti di noi sono stati spostati e impiegati in altre mansioni. Sarebbe un atto meritorio e un esempio illuminante di ottimizzazione del lavoro». Il Colosseo, un monumento unico nel suo genere, potrebbe essere la classica gallina dalle uova d’oro per chi lo gestisce. Cioè lo Stato e naturalmente la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. Se rimanesse aperto h24 ci sarebbe comunque un flusso continuo di turisti desiderosi di visitarlo. E invece non è così. Carenza di personale e altri lacci e lacciuoli bloccano le aperture straordinarie notturne a gogò. Ad esempio la legge di spending review che vieta di spendere per i servizi (come le utenze o gli straordinari) di più rispetto all’anno precedente. Ecco perché il Colosseo non viene aperto tutte le sere. «Ci impediscono di usare al meglio i nostri fondi» si lamentava la Soprintendente Mariarosaria Barbera. Come dargli torto?
Colosseo vietato ai romani. Vergogna
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