Il ministro Padoan si prende una rivincita su Renzi. «Rispetto moltissimo gli uffici del servizio Bilancio del Senato. A breve saranno disponibili tutte le risposte alle osservazioni» dei tecnici circa le coperture del decreto Irpef. Sono parole che hanno il tono di una puntura al premier che venerdì scorso aveva replicato alle perplessità sollevate dai tecnici del Senato sulle risorse per finanziare il bonus da 80 euro, con tono di sfida di aver visto «i primi cedolini» e di «non aver intenzione di mediare con tutti o di chiedere il permesso». Una dichiarazione urticante che non deve aver fatto piacere al presidente di Palazzo Madama Grasso e dalla quale ieri Padoan ha voluto prendere le distanze ribadendo l’importanza del ruolo svolto dal servizio Bilancio del Senato. Che tra i due non ci sia un gran feeling, è stato chiaro sin dall’inizio della legislatura, con Renzi che ha accentrato a sé ogni decisione, azzerando la concertazione con le parti sociali e riducendo al minimo quella con i suoi ministri. E il premier ha intenzione di continuare dritto per la sua strada senza «chiedere permesso a nessuno», tant’è che ieri per l’ennesima volta, nonostante la pioggia di critiche, ha posto la fiducia sul decreto lavoro. Il ministro del Lavoro Poletti, mutuando i toni del premier, ha giustificato la scelta dicendo che «l’intesa nel merito c’è e con la fiducia si evita una discussione improduttiva». E poi: «So che che ci sono molte imprese che stanno aspettando di di poter applicare con certezza questa legge quindi prima arriva meglio è». Il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta rivela invece cosa c’è dietro tanta fretta. «Il governo è costretto a porre la terza fiducia sullo stesso provvedimento, per imbrigliare la sua riottosa maggioranza. Il dl è stato modificato nei contenuti, dopo la prima fiducia alla Camera il 23 aprile e la seconda, su un testo cambiato, il 7 maggio al Senato». Intanto Renzi toglie ai pensionati la speranza di avere il bonus da 80 euro. Se ne riparla il prossimo anno, promette nel corso dell’intervento a «Quinta Colonna» su Rete4, «prima non ce la fo. Non faccio promesse che non sono in grado di mantenere». A chi critica e fa il gufo dice: «non sopporto più quelli che dicono che l'Italia non ce la farà mai». Poi scherza: «Oggi sono andato alla sede del Pd da Palazzo Chigi ho trovato 20 euro per terra. Non si butta via nulla in questo periodo».
Padoan si prende la rivincita su Renzi
Il ministro dell’Economia bacchetta il premier: «Rispetto i tecnici del Senato A breve le risposte alle osservazioni». Il governo pone la fiducia sul dl lavoro
