Caro sindaco Ignazio Marino Le scriviamo a nome di tanti lettori e di tantissimi suoi concittadini che hanno a cuore le sorti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i fucilieri della Marina militare italiana prigionieri in India da oltre due anni. Facciamo le veci di quanti domani pomeriggio saranno nella Capitale per partecipare a una marcia silenziosa, apolitica e apartitica, che congiungerà idealmente Roma a Nuova Delhi. Ci rivolgiamo a Lei anche a nome di chi non ce la farà ad essere presente alle 17 alla Bocca della Verità e di quanti continuano ad aderire alla manifestazione via telefono, per mail, attraverso i social network. Questa premessa per suggerirle di fare una bella sorpresa anche alle compagne dei due marò: stupisca i presenti, si materializzi in piazza e indossi la fascia tricolore come ha fatto quando l’hanno immortalata alla guida del Gay Pride oppure, l’altro ieri, all’inaugurazione di “Largo Enrico Berlinguer” poco dietro la vecchia sede del Pci a Botteghe Oscure. Dia uno schiaffo morale a chi la reputa un sindaco partigiano. Qui non c’entrano destra e sinistra, rossi e neri. Qui occorre marciare simbolicamente uniti per aiutare Massimiliano e Salvatore a uscire dall’inferno. Perché come recita lo slogan del corteo, «Tutti insieme, nessuno indietro». Lei per primo. Dia l’esempio.
Caro sindaco marcia con noi
di Gian Marco Chiocci Caro sindaco Ignazio Marino Le scriviamo a nome di tanti lettori e di tantissimi suoi concittadini che hanno a cuore le sorti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i...