Politica

Laboccetta: «La magistocrazia è ormai alle porte»

di Amedeo Laboccetta Il cerchio si sta chiudendo. L'arresto di Marcello Dell'Utri, il lavorio delle Procure su Silvio Berlusconi che prosegue incessante, il diktat del pg che vorrebbe vietare al...

Il cerchio si sta chiudendo. L'arresto di Marcello Dell'Utri, il lavorio delle Procure su Silvio Berlusconi che prosegue incessante, il diktat del pg che vorrebbe vietare al leader politico più importante degli ultimi venti anni di fare campagna elettorale e di esprimere liberamente le proprie opinioni sulla giustizia (che corrispondono a quelle della maggioranza degli italiani, anche se non tutti hanno il coraggio di parlarne): tutto fa supporre che la «magistrocrazia» sia ormai alle porte. Colpa anche di una parte dei mass-media che hanno faticato con grande lena per preparare l'avvento della Repubblica dei pm. Una Repubblica che non ci piace. Conosco Dell'Utri: temo che gli faranno fare la fine di un altro galantuomo, Bruno Contrada. Entrambi affidati alle «cure» di un magistrato di nome Antonio Ingroia, candidato polverizzato alle ultime politiche col suo movimento di sanculotti, e tutti e due massacrati per un reato che il codice penale nemmeno contempla. Dell'Utri è persona di cultura, straordinario organizzatore di uomini e cose. Paga per aver contribuito, venti anni fa, a mettere in piedi la squadra che smantellò la «gioiosa macchina da guerra» del Pds e delle Procure rosse. Perderà la libertà senza che sia stata emessa una condanna definitiva. Un'aberrazione. Il presidente Berlusconi rischia, invece, di perdere un'altra libertà, non meno importante: quella di parola. Il procuratore generale vorrebbe mettergli la mordacchia per impedirgli di parlare delle oscenità del mondo della giustizia che ci sono in Italia. Una cosa ridicola oltre che incostituzionale. E a quanti, oggi, anche dalle colonne di autorevoli quotidiani, chiedono la lapidazione evangelica di Dell'Utri, verrebbe da rispondere con le parole di Filippo Mancuso: si può capire la «giustizia» in Italia solo quando bussa alla tua porta. Ho sempre difeso le persone che ritenevo innocenti: il presidente Berlusconi, Dell'Utri, Cosentino e Vittorio Pisani; e continuerò a farlo nella libertà di giudizio e di autonomia di pensiero. Non faccio parte di associazioni o lobby, e l'unico club di cui mi onoro di far parte è quello degli amici leali di Silvio Berlusconi. Dell'Utri in galera, l'assassino Cesare Battisti al Carnevale di Rio de Janeiro. È questa l'Italia che ci meritiamo?

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