La Camera dei privilegi. E della trasparenza secondo la presidente Laura Boldrini. Però non basta poter leggere on line tutte le spese, stipendi compresi, dai deputati ai camerieri, anzi, è proprio grazie alla trasparenza che la gente s’indigna. Gli italiani, tra Imu seconda casa, Tari e Tasi, hanno capito che sta arrivando una bella stangata e che a ritrovarsi le tasche saccheggiate sono sempre i «normali» cittadini. Così, se fino a pochi mesi fa si scagliavano contro la «casta» e la sua totale volontà di non cambiamento, ormai tutti, sull’onda dello stil novo renziano, danno la priorità ai tagli, dai maxi stipendi alle indennità. Oggi il premier procederà alle nomine dei manager delle aziende pubbliche che dovranno rispettare il tetto della retribuzione e allora, perché alla Camera non si fa qualcosa di più oltre alla trasparenza? Da un anno sullo scranno centrale di Montecitorio, seppur ripetendo «non sono una presidente classica, non sono mai stata iscritta a un partito politico. Svolgo questo ruolo a modo mio», Boldrini continua a dire di aver abbondantemente applicato la spending review avendo diminuito di oltre 50 milioni di euro la dotazione per la Camera. Però a leggere i numeri delle retribuzioni del Palazzo, oltre ad essere «fuori mercato», prevedono indennità che impiegati ed operai si sognano. Come ripetono i grillini, non ci sono stati tagli di stipendi. E la presidente, che si è ridotta soltanto l’indennità, pur stando tanto bene tra la gente, perché «vengo dalla società civile», ha tutto per lei un manipolo di poliziotti dopo aver ricevuto insulti sul web. Sotto scorta, pare, anche il suo compagno. Non basta. Ora ha fatto super scortare la figlia perché anche lei sarebbe stata insultata su internet. Come dire, cara Laura caro ci costi...
La Camera dei privilegi
di Sarina Biraghi La Camera dei privilegi. E della trasparenza secondo la presidente Laura Boldrini. Però non basta poter leggere on line tutte le spese, stipendi compresi, dai deputati ai camerieri,...