Politica

«Ma FI resta l’unico approdo per i moderati»

Riparte da Forza Italia e dalla candidatura alle Europee l’avventura di Luciano Ciocchetti. Dopo l’uscita, un anno fa, dall’Udc, e il tentativo di aggregarsi al progetto di Officine per l’Italia,...

Riparte da Forza Italia e dalla candidatura alle Europee l’avventura di Luciano Ciocchetti. Dopo l’uscita, un anno fa, dall’Udc, e il tentativo di aggregarsi al progetto di Officine per l’Italia, avviato da FdI prima che venisse raccolta l’eredità di An, l’ex vicepresidente della Regione Lazio sembra aver trovato la sua casa politica nel nuovo partito berlusconiano. «L’uomo giusto per Bruxelles», lo ha definito Brunetta, durante la presentazione della sua candidatura. Ciocchetti, perché proprio Forza Italia? «Abbiamo visto la necessità di rafforzare l’area dei moderati all’interno di un partito che, secondo noi, ha la possibilità di poter incidere fortemente nel centrodestra, anche grazie al consenso che gli esprimono gli elettori. Subito dopo il tradimento dell’Udc, da dove venivamo, c’è stato un momento di sbandamento: non si sapeva chi stava con chi. Poi la situazione si è delineata e ora crediamo che la nuova Forza Italia sia l’unico partito in grado di rappresentarci appieno nelle idee e nei progetti». È arrivato il momento di «accasarvi»? «Sono stato per 25 anni fra Dc e Udc, senza mai cambiare. Ora per noi Forza Italia è una casa stabile: non abbiamo chiesto nulla, se non di candidarci alle Europee perché riteniamo che ogni scelta politica debba essere suffragata dal voto degli elettori. È la lezione della democrazia». Con Renzi siete all’opposizione o in una sorta di appoggio esterno? «Se parliamo dei provvedimenti, assolutamente all’opposizione. Renzi fa campagna elettorale da Palazzo Chigi con una serie di spot che fanno rumore mediatico e poco altro. Pensiamo agli 80 euro in busta paga di cui non ha ancora giustificato la copertura, e che al massimo riguarderanno 5-6 milioni di persone. Tutto ciò mentre viene proposta una Imu mascherata, dal nome Tasi. Per quanto riguarda le riforme, invece, credo che vadano fatte insieme». Fra lei è Giorgia Meloni c’era una «fiamma» di troppo? «Mi ero avvicinato a Officine per l’Italia pensando si potesse creare un nuovo partito di centrodestra, che guardasse al futuro. Quando ho capito che si trattava di un’operazione nostalgica, ho gentilmente salutato. Ero stato chiaro fin dall’inizio: io con la fiamma dell’Msi non ho niente in comune. Nel frattempo, è nata questa nuova Forza Italia e vi ho trovato quello che cercavo».

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