È vero. Ci sono giornate, come quella di ieri, da sotterrarsi dalla vergogna. Perché sono anni che questa città finisce stuprata in mondo visione da animali rabbiosi e impuniti. Anni che nessuno s’impegna a frenare scempi, distruzioni, falò, sassaiole. Anni che la politica nicchia e la magistratura tollera. Anni che la stampa, tutta la stampa, si limita a registrare il bollettino di guerra arrivando persino a giustificare le bestie incappucciate pur di criticare il poliziotto che reagisce a sampietrini, spranghe bombe molotov. Ecco. La giornata di ieri noi de Il Tempo l’abbiamo prevista e denunciata da mesi combattendo una battaglia scomoda, controcorrente, politicamente scorretta e - a detta della polizia - pure pericolosa: quella contro le illegalità dei centri sociali, gli abusi degli okkupanti organizzati, i «raccordi» antagonisti alleati alla nuova manovalanza straniera che in cambio di un alloggio (lo abbiamo documentato fingendoci disoccupati disperati) accetta di far casino in piazza. In straordinaria solitudine i cronisti di questo giornale hanno denunciato reati, abusi, minacce, business illegali. Ieri mattina siamo andati in edicola con un titolo («Riecco i soliti idioti») che ci ha procurato insulti e minacce di morte. Siamo e saremo sempre dalla parte dei romani, dei commercianti, di polizia e carabinieri. Chi difende gli idioti è lui sì un’idiota.
È vero fermiamo lo scempio
di Gian Marco ChiocciÈ vero. Ci sono giornate, come quella di ieri, da sotterrarsi dalla vergogna. Perché sono anni che questa città finisce stuprata in mondo visione da animali rabbiosi e impuniti....