Politica

E l’ex amico Alfano annuncia le manette

Il ministro racconta in diretta le fasi della cattura del latitante Intanto il partito prepara l’elezione del leader a presidente

L’arresto, in diretta, di Marcello Dell’Utri, lo ha annunciato Angelino Alfano. Cioè un siciliano ex di Forza Italia che ha raccontato in tv che un altro siciliano, rimasto in Forza Italia, aveva finito la sua presunta fuga all’estero. Marcello e Angelino si conoscono da quasi venti anni, erano insieme nel 2001 quando la Sicilia regalò a Berlusconi quel 61 a zero nei collegi nei confronti del centrosinistra che è rimasto storico. Dell’Utri era già un politico fatto, Alfano, invece, muoveva i primi passi. Poi tra i due il rapporto non è sempre andate benissimo, visto che l’ex manager di Publitalia era schierato con Gianfranco Micciché mentre Alfano rappresentava l’altra parte, nell’isola, di Forza Italia. Ieri, forse, l’atto finale, con uno nella veste di ministro dell’Interno e l’altro di presunto latitante. Ma per il leader del Ncd ieri è stata soprattutto la seconda giornata del congresso fondativo che deve eleggere il presidente del partito (unica candidatura proprio quella di Alfano) e scrivere lo statuto. In attesa di «accogliere» un altro deluso da Forza Italia, l’ex portavoce Paolo Bonaiuti. Le «voci di dentro» dei due partiti lo danno già in viaggio per il Nuovo Centrodestra, nonostante il tentativo di Berlusconi di fermarlo. «Ove Bonaiuti volesse, le nostre porte sono apertissime. È una persona che stimiamo tutti, è un uomo di idee, sobrio ma forte – ha commentato ieri dal palco dell’Assemblea Renato Schifani – Se facesse questo passo, sarebbe un altro pezzo storico della vita di Berlusconi che lascia Berlusconi e questo deve far interrogare sicuramente Forza Italia». E proprio alla sua ex formazione politica Schifani ha dedicato parole molto critiche: «Il nostro obiettivo è ambizioso. Siamo un piccolo partito con un grande futuro fatto di gente che ha lasciato un grande partito che però non aveva davanti un futuro». «Non mancheremo di stimolare il governo perché il processo di semplificazione diventi realtà e non rimanga solo un sogno – ha proseguito – vogliamo fare le cose per bene, ma, per cortesia, non per slogan. Il sistema si cambia, lo si rende efficace. Non si abolisce nulla, semmai si migliora. Il bicameralismo ha funzionato fino ad ora perché una Camera correggeva gli errori dell'altra. Lavoriamo a un sistema efficiente e meno costoso. Vediamo cosa farà il futuro Senato poi decideremo da chi dovrà essere rappresentato». Infine Schifani si è soffermato sul rapporto tra giustizia e politica: «Basta alla contrapposizione tra politica e giustizia. Dopo la crisi degli anni novanta la politica si deve riappropriare della propria autorevolezza con rispetto per la magistratura». E proprio l’ex presidente del Senato ha accompagnato a parlare sul palco il figlio di uno dei militari morti nell’attentato a Nassiriya, Marco Intravaia. «Oggi ho partecipato come orfano di una della vittime e non come giovane amministratore di Monreale, come è avvenuto nelle precedenti occasioni – ha spiegato – Oggi si costituisce ufficialmente il nostro nuovo partito e siamo chiamati a gettare le fondamenta all'interno delle quali non possono mancare valori fondamentali quali la democrazia, la libertà e la giustizia. Valori che ho ereditato dal sacrificio di mio padre e dai suoi colleghi a Nassiriya». Maurizio Sacconi ha invece affrontato il tema della spending review: «Siamo pronti a tagliare un costo superfluo in più, una regola complessa in più, una tassa in più. Pronti a chiudere enti inutili, ospedali marginali e pericolosi, a commissariare Comuni in dissesto finanziario, a mettere a gara municipalizzate dell'acqua o del trasporto pubblico locale anche senza rigide clausole sociali». «Siamo pronti a batterci per eliminare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – ha proseguito – per la mobilità obbligatoria nel pubblico impiego, per triplicare il tetto del libero uso del contante. Tutte cose che Renzi sa di dover fare, ma che si scontrano con quella sinistra che quotidianamente gli fa resistenza». Oggi la chiusura dell’Assemblea con l’intervento finale di Angelino Alfano.

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