L'ex senatore Pdl Marcello Dell'Utri, latitante dopo aver ricevuto l'ordine di custodia cautelare in carcere per pericolo di fuga, "è stato catturato dalla polizia libanese" e ora si trova negli uffici della polizia a Beirut. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a margine dell'Assemblea costituente del Nuovo centrodestra. Alla cattura, ha spiegato, ora seguirà la "procedura estradizionale per il governo italiano, che tramite il ministero della giustizia si attiverà". "Ci siamo attivati sul caso. Forniremo assistenza consolare a Marcello Dell'Utri come a qualsiasi altro connazionale italiano". Lo ha affermato il consigliere dell'Ambasciata d'Italia in Libano, Riccardo Smimmo. "Stiamo verificando quali sono i passi da fare - ha detto il consigliere -. Agiremo comunque all'interno del Trattato di collaborazione giudiziaria che abbiamo con il Paese". L'ex senatore Marcello Dell'Utri era ufficialmente latitante da due giorni, ma la notizia della sua fuga all'estero non aveva sorpreso più di tanto: sia perché non si tratta della prima volta; sia perché in una pausa del suo ventennale processo per concorso esterno in associazione mafiosa, giunto ormai alla vigilia dell'ennesimo vaglio da parte della Cassazione, dichiarò placidamente ai giornalisti che lui in politica era entrato solo per evitare l'arresto. Sbagliò allora chi pensò che Marcello Dell'Utri, "padre" di Publitalia e braccio destro di Silvio Berlusconi, stesse lanciando una provocazione. Chi lo conosceva sapeva che stava dicendo esattamente come erano andate le cose. Sapeva che l'ex bancario che fece fortuna al Nord, al quale la Dia non è riuscita a notificargli l'ordine di arresto emesso a suo carico dalla corte d'appello di Palermo, il rischio di finire in una cella non l'avrebbe mai corso. E di ciò in realtà una prova s'era già avuta a marzo del 2012 quando cercò di darsi alla macchia a pochi giorni dalla data in cui la Suprema Corte si sarebbe dovuta esprimere sulla prima condanna a 7 anni inflitta a Palermo. Allora l'ex manager scelse come buen retiro l'assolata Santo Domingo che, si seppe poi, gli conferì cittadinanza e passaporto diplomatico. "Se sono pronto al carcere? Col cavolo, spero di non andarci. Pero' psicologicamente sono pronto da una vita. Bisogna fare una borsa, metterci due libri, e te ne vai", diceva qualche tempo fa. Ora alla vigilia di una nuova pronuncia della Cassazione, chiamata a decidere sulla seconda sentenza d'appello che ha confermato la pena antica, l'ex senatore ha scelto il Libano. Ne era certa la Dia che l'ha localizzato grazie alle "celle" del telefonino, captato nel Paese arabo il 3 aprile.
Marcello Dell'Utri arrestato in Libano
Alfano: "In questo momento si trova negli uffici della polizia di Beirut. Chiederemo l'estradizione". L'ex senatore Marcello Dell'Utri era ufficialmente latitante da due giorni
