Politica

Fischi e proteste alla Camera Passa il decreto Salva-Marino

Una boccata d’ossigeno per le casse della Capitale

Il sindaco Marino è salvo. Per il momento. L’aula della Camera approva a tarda sera tra i fischi del M5S il decreto sugli enti locali, il cosiddetto Salva Roma. Il voto finale, inizialmente previsto per le 21, slitta di un’ora perché manca il numero legale per appena due deputati. Solo 5-6 i deputati Ncd presenti, 7 quelli di FI. Quanto al Pd le assenze sono 70, comprese quelle di tre capolista alle europee: Alessia Mosca, Alessandra Moretti e Simona Bonafè, candidata nell’Italia Centrale. Parte il tam tam telefonico per richiamare all’ordine gli assenti. Alle 10 si ricomincia, stavolta senza sorprese e - dopo aver approvato con 325 sì e 176 no la fiducia chiesta dal governo Renzi - il Salva Roma ter passa. Il testo adesso deve tornare in seconda lettura al Senato: il decreto scade il 5 maggio. L’ok al Salva Roma consente alla Capitale di «spostare» 280 milioni di debito sulla gestione commissariale. Peraltro, il decreto consente a tutti gli enti locali una deroga all’approvazione dei bilanci previsionali 2014, che potrà avvenire entro il 31 luglio. Il decreto dà alla Capitale la possibilità di presentare il Piano di rientro dal debito entro 120 giorni, anziché 90, come inizialmente previsto. Il decreto prevede anche che Roma effettui una ricognizione delle società partecipate, anche relativa ai costi sostenuti per gli stipendi dei manager. La Capitale dovrà poi dotarsi di un piano per l’evasione tributaria e potrà utilizzare le entrate straordinarie derivanti, ad esempio, dalle alienazioni, per il Piano di rientro che dovrà essere allineato al Bilancio. Il dl attribuisce nuove armi per aiutare la Capitale a uscire dal buco di bilancio, attraverso il piano triennale per la riduzione del disavanzo. Per le società partecipate in perdita si potrà procedere alla «mobilità interaziendale» del personale e il «distacco». Se necessario si potrà procedere «alla fusione delle società partecipate che svolgono funzioni omogenee». Per quanto riguarda le norme sulla Tasi, sono state integrate con delle modifiche che consentono di pagare il tributo, per il primo anno di applicazione, in un’unica rata per i proprietari di abitazione principale, nel caso in cui il Comune non abbia pubblicato la delibera delle aliquote entro il 31 maggio. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale, viene stabilito che per il primo anno di applicazione il versamento della prima rata viene effettuato applicando l’aliquota base, nel caso in cui il Comune non abbia deliberato una diversa aliquota entro il 31 maggio. Una nuova scadenza, al 16 giugno, viene fissata per aderire alla rottamazione delle cartelle Equitalia. La norma introdotta con la Finanziaria 2014, prevedeva uno sconto (sugli interessi di ritardata iscrizione a ruolo e sugli interessi di mora) per i contribuenti che entro il 31 marzo aderivano alla sanatoria sui ruoli emessi dagli uffici statali, da Regioni, Province e Comuni. «Il voto della Camera al decreto enti locali - dice Marino - è un segnale importante che rafforza il piano di risanamento dei conti del Campidoglio. Si tratta di un provvedimento che non trasferisce risorse alla Capitale ma offre strumenti normativi che ci consentiranno di portare avanti un percorso virtuoso fatto di trasparenza amministrativa e contabile. Un percorso che mancava da anni. Ringrazio tutti i deputati per il prezioso lavoro che hanno svolto fino ad oggi, ora attendiamo fiduciosi l'esito del passaggio del provvedimento in Senato».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.