Alla fine Berlusconi è stato affidato ai servizi sociali. La prima riflessione è che il nostro sistema giudiziario è paradossale. Berlusconi è stato condannato per un reato fiscale, risalente nel tempo: non si riesce a comprendere che senso abbia imporgli di sottoporsi ad un servizio sociale, come occuparsi di persone anziane. Ma ciò che va soprattutto valutato in questo momento è quale sia l’effetto di questa misura sulla situazione politica dell’Italia, da un punto di vista interno ed internazionale. C’è da chiedersi quale potrà essere il giudizio dell’Europa di fronte a un simbolo che porta il nome di Berlusconi, e che dunque è il vero candidato, anche se non potrà essere eletto, quando tutta l’Europa sa che è un condannato affidato ai servizi sociali. Non siamo lontani dalla realtà immaginando i sorrisi ironici di capi di Stato di altri Paesi. È credibile una Nazione che riconosce i meriti di un politico con milioni di voti, ma che nello stesso tempo deve essere rieducato? Sotto il profilo della politica interna, le difficoltà di Berlusconi di condurre la sua battaglia politica porteranno a una crisi del partito che fa a lui riferimento, creando un vuoto politico in quell’area di destra che dal 1994 si è identificata nella sua persona. È una crisi politica molto profonda: manca ora un’area moderata di destra che intervenga nelle riforme con una propria ideologia. La decisione del Tribunale di Milano va ben al di là della persona di Berlusconi costituendo una frattura nel contesto sociale, con cui dovremo fare i conti a lungo. Le modalità con cui sono stati eliminati i leader della DC, del PSI, del PRI ed ora Berlusconi, hanno fatto sì che scomparisse una classe politica senza che un’altra la sostituisse. Mi riferisco, per l’oggi, all’area della destra moderata. Non si doveva arrivare a questo punto. Con senso di responsabilità bisognava trovare una soluzione politica che evitasse all’Italia di essere additata all’estero per le sue anomalie, e al nostro sistema politico di entrare in un caos da cui sarà difficile uscire. Tutti sono eguali davanti alla legge, ma la grazia, per sua natura, fa differenza tra un cittadino e l’altro, e tutto si può dire di Berlusconi, ma non che sia un cittadino qualsiasi. Giusto concedergliela, a fronte di un suo passo indietro. * già avvocato di Silvio Berlusconi (ex deputato del PdL)
Dal paradosso alla grazia
* già avvocato di Silvio Berlusconi (ex deputato del PdL)