Politica

Più tasse alle banche e soldi ai poveracci

Imposte maggiori sulle quote della Banca d’Italia. Poi Renzi conferma: «Taglieremo gli enti inutili»

Più tasse sulle banche. Anzi, per dirla tutta sugli istituti di credito arriva una bella batosta. Aumenterà infatti l’Iva sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia. Oggi è al 10%, si parla del 26. Per ora è stato decido di alzare quell’aliquota. Di quanto ancora no (ma bisognerà vedere che cosa dice l’Esma, la Consob europea). Ma questa è la novità maggiore che viene fuori dalla conferenza stampa che il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan hanno effettuato ieri sera. «Confermo in questa sede tutti gli impegni che ci siamo presi - ha spiegato il presidente del Consiglio -: il lavoro lo abbiamo fatto a marzo, la Pubblica amministrazione in aprile, il fisco a maggio, la giustizia a giugno. E confermo l’impegno sullo "sforbicia-Italia", quello sulle società municipalizzate, sulle scuole e l'idrogeologico» ha detto Renzi. «L'Italia ce la può fare» ha insistito. Nel consiglio dei ministri che ha preceduto la conferenza stampa era stato approvato il Def, documento di economia e finanza. E nel testo è stato confermato anche il taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale. Il decreto legge per il taglio del cuneo fiscale (Irpef) verrà presentato il 18 aprile «perché necessita un passaggio del Def in Parlamento che avverrà il 17» ha spiegato il presidente del Consiglio aggiungendo che la copertura «per il 2014 riguarda due terzi del periodo, perché parte dal primo maggio, quindi 6,7 miliardi». Le coperture verranno «per 4,5 miliardi dalla spending review e per 2,2 dall’aumento del gettito Iva e dall’aumento al 26% della tassazione sulla rivalutazione delle quote Bankitalia, quindi pagheranno le banche», ha commentato il presidente del Consiglio. A Renzi evidentemente piace vestire i panni del Robin Hood. Batosta alle banche e in arrivo un sollievo anche per i più poveri, coloro che guardagnano meno di 8mila euro e che, visto che rientrano nella no tax area, non vorrebbero rimpresi nell’operazione di alleggerimento dell’Irpef. Ma Renzi ha promesso: «C’è una soluzione tecnica che riguarda i cosiddetti incapienti: le regole prevedono che chi riceve meno di 25.000 euro lordi all’anno, con gli incapienti circa 14 milioni, formeremo nel decreto del 18 aprile una individuazione fascia per fascia». «Mettere 80 euro mensili è un fatto di giustizia sociale ma uno straordinario modo per restituire fiducia agli italiani. L’Italia ce la può fare», ha chiosato. Se soldi arrivano a chi non ce li ha, soldi invece verranno tolti a chi guardagna tanto. Renzi ha confermato la sforbiciata ai manager della pubblica amministrazione, avrà un impatto di "350-400 milioni", stando alle stime del commissario alla revisione della spesa Carlo Cottarelli. I tagli Irpef e Irap sono «misure strutturali con una copertura permanente» ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il Def contiene «un percorso di aggiustamento per l’indebitamento e strutturale che è praticamente in equilibrio l’anno prossimo e nominalmente in equilibrio nel 2016» ha poi aggiunto il titolare di via XX settembre riferendosi all’aggiustamento strutturale richiesto dall'Unione europa per i conti pubblici. Renzi ci ha tenuto a precisare il «mantenimento dei parametri europei entro i limiti» di Maastricht «ma soprattutto il mantenimento del deficit al 2,6%». Ha quindi sottolineato come «a partire dalla previsione sulla crescita» nel Def ci sono stime dettate da «estrema prudenza e aderenza alla realtà. Spero che saranno smentite in positivo». Insomma la previsione al ribasso della stima sul Pil 2014 allo 0,8% è stata fatta per «estrema prudenza» ha detto Renzi sottolineando che le «promesse sono state rispettate». Sulle municipalizzate locali, sulla scuola e sull’idrogeologico, sulle coperture degli 80 euro in più in busta paga». Padoan ha invece assicurato che il deficit-Pil strutturale sarà «praticamente in equilibrio» nel 2015 e «nominalmente in equilibrio nel 2016». . Le riforme migliorano il Paese «lo rendono più efficiente, consentono di guardare meglio alla finanza pubblica e aumentano la credibilità del Paese» ha concluso il ministro dell'Economia.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.