Politica

Il Senato autorizza l'uso delle intercettazioni di Verdini

La difesa del Senatore: "Risolviamo il problema delle intercettazioni con la tecnologia"

Con 144 sì, 101 no e 4 astenuti l'Aula del Senato ha dato, con voto segreto, l'autorizzazione alla magistratura a utilizzare le intercettazioni che riguardano Denis Verdini nell'ambito dell'inchiesta Grandi appalti (G8 della Maddalena e Mondiali di nuoto). "Fate come vi pare, a me non importa niente, ma pensate al futuro. Pensateci prima perché dopo è tardi. Sperate che non vi accada quello che è accaduto a me". Denis Verdini si difende in Aula a Palazzo Madama. "E non c'è l'assoluzione neanche da parte di San Filippo Neri", sottolinea per indicare il danno ricevuto e la necessità di stabilire il principio se si può o meno intercettare un parlamentare. Si richiama a San Filippo Neri e alla tecnologia, in un alternarsi di registri, per spiegare cosa sia accaduto e come la vicenda che lo riguarda possa coinvolgere le guarentigie parlamentari. "Vorrei ricordare la storiella di San Filippo Neri che faceva il confessore nel Duomo di Firenze", racconta l'influente senatore FI: "Andò da lui un signore, usuraio e assassino, un po' - ironizza - come hanno descritto me e al Santo confessa 'ho fatto tante calunnie e detto tante bugie'. A quel punto San Filippo gli dice che non può dargli l'assoluzione a meno che, propone, il penitente non prenda un pollo in una giornata di vento e vada attraverso la via larga, lo spenni e dopo essersi fermato un paio d'ore torni e raccolga tutte le penne". 'Impossibile', rispose l'uomo, che non fu assolto". Quanto al merito delle intercettazioni dei parlamentari, Verdini osserva che "una cosa si può fare o non si può fare, non è che si possa stiracchiare. Fra le immunità esiste quella delle intercettazioni. Si sta giocando su questo argomento. Se si può, benissimo, quest'aula tolga l'immunità parlamentare e finisce la discussione". La macchinetta antintercettazioni. "Se i parlamentari non possono essere intercettati si può risolvere la questione usando la tecnologia: basterebbe comprare una macchinetta e far consegnare dai senatori al presidente del Senato i propri numeri di telefono. Questi così, terzi o non terzi, diventano utenza non più intercettabile". La tecnica, con una spesa modica (circa 12mila euro), ha permesso di risolvere il problema, non delegando al magistrato o al poliziotto", dice. Anche perché, recrimina, "questa inchiesta comincia nel 2007 e non nelle date indicate" e per di più, "sul mio onore, le telefonate con Fusi non sono 31, perché ne facevo dieci al giorno. Non è possibile che siano 31". Segno, controbatte Verdini, che "c'è stata una selezione".

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