Semplificare e razionalizzare la Pubblica amministrazione affinché sia uno strumento realmente al servizio di cittadini e imprese è un obiettivo doveroso, a maggior ragione in una fase di difficoltà così prolungata per la nostra società. Oggi, le straordinarie possibilità offerte dalle tecnologie della rete rendono questo obiettivo più a portata di mano per risparmiare risorse pubbliche e private preziose evitando di sprecarle in file, spostamenti urbani, contenziosi giudiziari, duplicazioni di procedure. Proprio per questo credo sia necessario rivendicare le azioni di semplificazione svolte dalle Camere di commercio. E ribadire che il sistema camerale, nelle indagini sui livelli di soddisfazione di imprese e professionisti, ottiene costantemente valutazioni che lo pongono ai vertici delle classifiche di efficienza fra gli Enti pubblici. Un sistema che, con investimenti ingenti, negli ultimi quarant’anni ha accumulato competenze organizzative e tecnologiche di eccellenza, mettendole al servizio del Paese. Su alcuni giornali le Camere sono apparse negli ultimi tempi come depositarie del solo Registro delle imprese, uno strumento certo prezioso e indispensabile, fra l’altro, per l’autorità giudiziaria e le forze dell’ordine. Ma altrettanto importanti sono, ad esempio, la funzione di tutela del made in Italy, la promozione delle economie locali, lo sviluppo della giustizia alternativa, il sostegno al sistema dei consorzi fidi per non far mancare alle Pmi l’ossigeno del credito. Azioni che si sostanziano in cifre rilevanti: oltre 85 milioni di euro l’anno per sostenere i confidi; 40 milioni tra visure, bilanci e altri documenti estratti dal Registro delle imprese, il più avanzato in Europa; più di 150mila pratiche evase on line dai 3mila Sportelli unici per le attività produttive (i Suap) che oltre un terzo dei Comuni italiani hanno delegato proprio alle Camere di commercio; una procedura telematica unica – ComUnica – che ha realizzato il sogno di far partire l’attività di un’impresa realmente in un solo giorno, risparmiando agli imprenditori il «pellegrinaggio» tra quattro diversi enti pubblici; una costante assistenza alle imprese che puntano all’export, con 400 missioni commerciali organizzate su richiesta delle filiere produttive e in accordo con ministeri competenti e Ice; oltre 42mila conciliazioni gestite in favore di imprese e consumatori, risolte con un decimo dei costi di un procedimento ordinario (con un risparmio complessivo di 130 milioni di euro per le parti che hanno scelto di conciliare) e con un taglio in termini di tempi rispetto alla giustizia civile che dovrebbe lasciare chiunque di stucco: da 1.280 a 46 giorni in media. In questi anni le Camere di commercio sono state ripetutamente chiamate dal governo a svolgere compiti crescenti in tanti ambiti. Ed è per questo che ci hanno definito spesso motori di sviluppo dei territori e strumento indispensabile per la semplificazione burocratica. Quello camerale è un sistema certamente migliorabile, ma che oggi funziona e può dare molte risposte al mondo delle imprese. *Presidente Unioncamere (Anticipazione dal prossimo numero del mensile «Formiche»)
Le Camere di Commercio attese alla sfida dell’innovazione
di Ferruccio Dardanello*Semplificare e razionalizzare la Pubblica amministrazione affinché sia uno strumento realmente al servizio di cittadini e imprese è un obiettivo doveroso, a maggior ragione...
