Sono 64 i simboli elettorali dei partiti che chiedono di essere presenti sulla scheda delle Europee del 25 maggio, depositati al Viminale, alla scadenza del termine per le presentazioni, ieri alle 16. In realtà, nella bacheca del ministero dell'Interno figurano 67 simboli, ma uno, quello «Basta Euro», è stato ritirato, mentre altri due alla fine non sono stati presentati. La consegna dei simboli era cominciata domenica dalle 8 fino alle 20, per proseguire ieri dalle 8 alle 16, anche se tutte le forze politiche maggiori avevano concluso la pratica già nelle prime ore di ieri. La prima a tagliare il traguardo era stata la Lega Nord, presentandosi di primo mattino nella sede del Viminale. A seguire: Scelta Civica, Fratelli d'Italia, L'altra Europa con Tsipras che è sostenuta da Sel e Prc, il Movimento Cinque Stelle, Ncd in alleanza con Udc, Pd e Forza Italia. Ma accanto ai simboli tradizionali dei partiti già presenti in parlamento, non sono mancate le novità e le curiosità: come la lista del Grillo Parlante e quella che richiama i fasti del sacro romano impero, fino al movimento «Io non voto», che si presenta alle elezioni in nome di chi invece non vuole andare a votare. C’è anche il simbolo del movimento dei Forconi tra i partiti in corsa. Il contrassegno è il numero 52 pubblicato sulla bacheca del Viminale. Ma il leader Mariano Ferro lo ha disconosciuto: «È un fake», ha sostenuto e ha protestato andando al ministero dell'Interno. Ora la direzione dei servizi elettorali del Viminale stabilirà i simboli ammessi e quelli non regolari. Da allora, entro 48 ore, i diretti interessati potranno presentare ricorso all'Ufficio elettorale della Cassazione. Alla Suprema Corte spetterano alle 48 ore per la decisione.
L’assalto all’Ue dei partiti zero virgola
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