Una bottiglia di vino, da godersi al sole in una pausa tra una visita e l’altra. Peccato che i due turisti si siano concessi un po’ di relax proprio «sopra» le Terme di Diocleziano, le più grandi Terme della Roma antica. Uno scempio inammissibile in qualsiasi altra parte del mondo. Ma a Roma, dove la nostra inchiesta denuncia uno sciacallaggio senza eguali a danno dei turisti, accade anche questo. L’ordinanza anti bivacco emessa dal Campidoglio e oggetto di critiche e polemiche, è finita dritta dritta nel cassetto da oltre un anno. I controlli, anche interni a siti e musei, si rilevano praticamente assenti o, bene che vada, inefficaci a contenere un bivacco che offende prima la storia, poi il decoro. E tutto questo accade alla vigilia della canonizzazione dei due papi, il 27 aprile, con una stima, ancora approssimativa, di arrivi nella Capitale di almeno tre milioni di persone. È il caso forse di correre ai ripari. Quella bottiglia di vino sulle terme più antiche di Roma è un campanello d’allarme che non può rimanere inascoltato e che nessuna tassa di soggiorno potrà mai risarcire. Neanche con l’aumento previsto per luglio. Obblighi e doveri dei turisti che vengono a Roma da una parte e di una Capitale che deve garantire loro tutela e legalità, dall’altra. Entrambi i precetti sono tristemente saltati.
Bivacco con vino sui monumenti Provate a farlo all’estero
Una bottiglia di vino, da godersi al sole in una pausa tra una visita e l’altra. Peccato che i due turisti si siano concessi un po’ di relax proprio «sopra» le Terme di Diocleziano, le più grandi...
