La Serracchiani è intervenuta con lo stile di un vopos, la terribile polizia della Germania Est comunista, bacchettando il presidente del Senato Grasso e dicendogli brutalmente: lì ti ha messo il Pd e fai quello che diciamo noi renziani, capi pro-tempore del partito. Grasso è colpevole di aver difeso il Senato, proponendo una struttura ridimensionata nei numeri e nelle competenze, ma in buona parte scelta dagli elettori.Renzi invece ha in mente un Senato corte dei miracoli fatto da suoi amici non eletti direttamente dal popolo. Era partito dall’ipotesi di 100 sindaci dei capoluoghi di province, quelle province che finge di abolire, 20 presidenti di Regione e, orrore tra gli orrori, ben 21 amici del presidente della Repubblica di turno, libero di scegliere sodali e protetti. Una vergogna, mancava solo il nome di chi doveva portare i pasticcini per questo party a palazzo Madama. Coperto di ridicolo, Renzi ha ridotto il numero e oggi farà una proposta del governo che già da ora si può prevedere sarà contestata da Grasso, da larga parte del Pd e dai partitini vari che stanno in maggioranza per avere poltrone, anche da senatore. Personalmente, sono aperto a soluzioni coraggiose che arrivino anche al monocameralismo. Seicentotrenta deputati sono più della metà degli attuali parlamentari, e Berlusconi propose il dimezzamento dei mille deputati e senatori. Oggi credo che Forza Italia, ragionevolmente, proporrà un Senato a numeri ridotti, che non voti la fiducia al governo, i cui membri siano in larga parte eletti dal popolo in coincidenza delle elezioni delle Regioni e in rappresentanza dei rispettivi territori. Ci confronteremo con questi obiettivi: decisioni più rapide, la lentezza e il vero costo della politica; riduzione drastica dei senatori, ma anche dei deputati; minori costi; competenze limitate per il Senato (territori, Ue, norme costituzionali, principi fondamentali). Ma la proposta di Forza Italia prevede anche l'elezione diretta o del Presidente della Repubblica o del Premier. Aperti anche qui al confronto, ma decisi a stanare la sinistra lacerata, tra Renzi-Vanna Marchi sparapalle, Grasso riformista prudente, Rodotá e altri reperti contrari a ogni cambiamento e rugosi difensori del vecchiume. Noi vogliamo cambiare e la priorità è il presidenzialismo. Serve più partecipazione. Non un Senato di gente scelta da oligarchie nei consigli regionali. Criticavano le liste bloccate, comunque proposte agli elettori, e poi vogliono un Senato non eletto dal popolo ma da addetti ai lavori. Imbroglioni!! Non passerà questa schifezza. O il popolo partecipa, o si chiude. Meglio un uso diverso di palazzo Madama, che farne un club di amici non eletti. Casomai ci arriverebbe anche Carrai, ricco amico di Renzi, nominato tra i 21 del Quirinale.
È soltanto un bluff del premier
di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato (Forza Italia)