Prima d’ora la Grande Bellezza di Roma se l’era goduta in tv, alla Casa Bianca, grazie all’Oscar hollywoodiano. Quella che il presidente americano ha sbirciato ieri dai vetri spessi e blindati della limousine aveva i contorni appannati dall’illusione ottica. Perché la città incantata, bella che più bella non si può, semplicemente non esiste. Rapportata alla realtà di tutti i giorni, la Roma per Obama è un sogno che ogni cittadino spera un giorno di vivere: senza ambulanti, centurioni, saltimbanchi, molestatori ai semafori, zingarelle, venditori d’ombrelli e capi falsi griffati. Senza ingorghi per strada, voragini, macchine in doppia e tripla fila, cantieri eterni e perenni lavori in corso. Senza speranze e aspettative. Insomma, c’è voluto mister President per ritrovare una città finalmente pulita, europea, ordinata, sistemata a dovere dai giardini alle piazze. Segno che volendo si può rendere una Bellezza così, se non Grande almeno Decente. E invece, ogni giorno, malediciamo chi Roma l’ha spolpata e calpestata rendendola quella che oggi è: una città umiliata, nemmeno degna di un saluto dell’ospite illustre al nostro povero sindaco.
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di Gian Marco Chiocci Prima d’ora la Grande Bellezza di Roma se l’era goduta in tv, alla Casa Bianca, grazie all’Oscar hollywoodiano. Quella che il presidente americano ha sbirciato ieri dai vetri...