L’Anva (Associazione venditori ambulanti) - Confesercenti si batte da tempo per far tornare agli operatori la gestione dei mercati in project financing. Un modello che l’associazione giudica fallito e che sta portando giorno dopo giorno alla scomparsa di mercati storici della capitale. Per Trionfale e Testaccio, in particolare, l’Anva ha sostenuto battaglie come serrate e manifestazioni di protesta e oggi è di nuovo al loro fianco per chiedere che quei mercati vengano restituiti ai titolari dei banchi. Presidente Valter Papetti, cosa non funziona del modello project? «Così come sono stati concepiti hanno di fatto portato dei vantaggi solo a chi li ha riqualificati. Con la scusa di rimettere a posto i mercati sono state infatti concesse cubature a privati, che altrimenti non sarebbero mai state concesse, e che sono diventate una fonte di guadagno per loro mentre gli operatori, che in quei mercati ci vivono, devono lottare per non chiudere. Solo se si restituisce il mercato ai titolari dei banchi si può pensare che quel mercato possa sopravvivere e soprattutto che su quel mercato si investa». Ma se l’Amministrazione non ha i soldi per riqualificare e non intervengono i privati, come si fa a rimettere apposto la rete mercatale romana? «Io non dico che non si devono mettere i privati ma l’opera pubblica deve restate tale e invece è andata ad un privato che la gestisce male. Al Trionfale si sono venduti i box a 30-40 mila euro, in più la concessionaria ha in affitto per 99 anni tutti gli uffici intorno al mercato, devono pure guadagnare sugli operatori che pagano al privato circa un milione di euro l’anno per i banchi? Noi abbiamo qualche idea di come ovviare al project financing». Ce la dica... «Per esempio al mercato di via Guido Reni gli operatori hanno presentato un progetto per ristrutturare il plateatico e se lo pagano. Staranno chiusi un paio di mesi per fare i lavori e poi riapriranno senza chiedere niente a nessuno. Questo è un esempio virtuoso che andrebbe riproposto per altre strutture. Poi si possono fare contratti di rete tra gli operatori che si mettono insieme e investono sul mercato oppure si possono abbattere i canoni di affitto mensile diluendo nel tempo la concessione fatta ai privati. Insomma si possono fare tante cose diverse ma bisogna parlarne con l’Amministrazione per valutare le singole proposte». Avete già chiesto un incontro con l’assessorato al commercio? «Certo. L’Anva ha chiesto ufficialmente un incontro all’assessore Leonori per i problemi del mercato Trionfale che lei ha fissato per martedì 18 marzo ma poi per motivi suoi (il decreto Salva Roma in consiglio, ndr) non si è presentata e ha mandato una sua delegata. Gli operatori non l’hanno presa bene, adesso stanno aspettando una nuova convocazione». In questi mercati in project c’è anche il problema dei banchi chiusi da anni, perché non riaprono? «La crisi non aiuta. Chi si mette oggi ad investire su un banco di un mercato in perdita e per di più sapendo che dovrà pagare canoni mensili salati? Ma poi c’è un altro fatto da dire, importante. Secondo il Decreto Bersani l’operatore non potrebbe stare chiuso più di 4 mesi continuativi in un anno. Se lo fa deve spiegare perché, pena una diffida che dovrebbe inviarti il Comune e alla quale segue la revoca della licenza. Questo non succede perché nessuno controlla nei mercati. E il paradosso è che quando si fanno i bandi per l’assegnazione di nuove postazioni, i box chiusi non vengono riassegnati perché non sono tornati nella disponibilità del Comune».
«Queste strutture vanno restituite agli operatori»
L’Anva (Associazione venditori ambulanti) - Confesercenti si batte da tempo per far tornare agli operatori la gestione dei mercati in project financing. Un modello che l’associazione giudica fallito...
