Bocciati i tagli del commissario Carlo Cottarelli. E stavolta non sono state pronunciate «solo» parole, ma la mancata promozione delle scelte dell’uomo nominato dal governo Letta è stata messa nera su bianco dal Cocer della Guardia di Finanza. Proprio ieri, infatti, l’associazione ha approvato una delibera all’unanimità per puntare il dito contro le decisioni che potrebbero essere prese nel comparto sicurezza. Il Cocer, oltre a giudicare non adeguate le possibili scelte del commissario, pone anche delle domande a chi dovrà prendere decisioni importati per il Paese. «Ritenete che i vostri programmi di risanamento possano avere successo senza un’azione di controllo capillare che vada a scovare l’evasione fiscale e gli sprechi della spesa pubblica?». Non solo. Il Cocer pone una seconda domanda: «Se la risposta è positiva, allora mettere in condizione i finanzieri di sanzionare le imprese fittiziamente residenti all’estero, di tirare fuori le inefficienze e le patologie che affliggono le migliaia di società a partecipazione pubblica nel nostro Paese, individuare i tanti dipendenti pubblici con cumuli di incarichi retribuiti in violazione di norme esistenti». Se la risposta invece dovesse essere negativa, il Cocer sostiene che si continuerà con forbici e calcolatrice, «senza andare al nodo dei problemi». Le parole che sono state scritte nella delibera sono state firmate in presenza del comandante generale del Corpo, al quale è stata ribadita, in vista della predisposizione del Documento di economia e finanza, la decisa opposizione a qualsiasi ulteriore proroga del blocco delle dinamiche retribuive del personale della Guardia di Finanza. Dunque, per l’associazione dei finanzieri, la sicurezza è una risorsa per i cittadini e non un costo per il Paese. «Pensiamo di essere un centro di ricavo e non di costo per l’Italia - sostiene il Cocer - e quindi di poter fornire un serio contributo per risolvere i problemi che l’affliggono». I dati forniti dal commissario Cottarelli nella sua audizione a sostegno delle sue tesi hanno destato dubbi. «Mostrare il numero degli operatori per abitante senza contestualizzare il dato con i tassi di criminalità di ciascun Paese non appare significativo (la Finlandia non è l’Italia)». E poi il Cocer sostiene che se si prende come termine di paragone il costo della sicurezza sul Pil, «contenuto nelle stesse serie sotriche, si potrebbe giungere a risultati diversi». I tagli del commissario Cottarelli, dunque, non piacciono a nessun Corpo delle forze di polizia, che da tempo già denunciano le difficoltà a poter assicurare un alto livello di sicurezza a fronte dei mezzi sempre minori.
Anche la Finanza boccia Cottarelli
Durissimo documento del Cocer contro i tagli del commissario di Letta «Bisogna scovare l’evasione fiscale. Noi siamo un ricavo non un costo»
