Politica

Si può rinascere senza rancori

di Gian Marco Chiocci Sui sondaggi, si sa, occorre procedere con grande cautela. Specie quando più istituti, a distanza di pochi giorni e attraverso differenti ricerche di mercato, arrivano a...

Sui sondaggi, si sa, occorre procedere con grande cautela. Specie quando più istituti, a distanza di pochi giorni e attraverso differenti ricerche di mercato, arrivano a risultati percentuali concordanti. Se dunque si votasse domani mattina, svela oggi Datamedia per Il Tempo, non solo l’ingovernabilità sarebbe assicurata ma il centrodestra berlusconiano, dilaniato da guerre intestine e tradimenti, scissioni in Forza Questo e Forza Quello, cerchi magici e duduisti, crollerebbe nei consensi per finire dietro (e di parecchio) al Pd e pure ai Cinquestelle in costante crescita. Le ultime rilevazioni offrono numeri impietosi anche se non rimandano al minimo storico raggiunto - sempre stando ai sondaggi - nel 2012 allorché il partito fondato dal Cavaliere sembrava allo sbando, privo di guida, con Alfano indeciso su quale strada intraprendere e insieme a chi, se col Padre oppure no. Le stime più ottimistiche davano allora Forza Italia al 12 per cento, e solo una discesa in campo di Silvio e una spolverata alla sedia di Santoro, riuscirono a ribaltare pronostici interessati e profezie nefaste. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato. Il partito di destra veleggia intorno al 20, ben 17 punti percentuali in meno rispetto ai tempi d’oro in cui si procedeva d’amore e d’accordo intorno a un leader battagliero, piegato dagli attacchi giudiziari ma non spezzato - e impossibilitato a far politica - come a breve sarà. Da qui la necessità impellente, per un centrodestra allargato, di rinnovarsi mettendo da parte risentimenti e rendite di posizione, interessi partigiani ed egoismi incompatibili con una vera ripresa. In questo non aiuta l’esasperato divide et impera del Grande Interessato. Non aiuta il sempre vivo risentimento tra traditi e traditori, non aiuta nemmeno la chiusura ai portatori di voti delle storiche roccaforti elettorali. Non aiuta nemmeno l’incertezza sull’eventuale futuro familistico, e di conseguenza aiuta poco il suidicio assistito di una classe dirigente che sembra aspettare i servizi sociali dell’ex Cav e il tonfo alle europee, per darsi una svegliata. La storia insegna che tutta la coalizione di centrodestra vince se marcia insieme. In caso contrario, perde di brutto. Con il Nostro assassinato politicamente per via giudiziaria, senza strategia e ricompattamenti allargati, sarà dura risalire perché a spolverare la sedia del nemico rischiamo presto di trovarci Grillo, con tutto quel che ne consegue.

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