«Abbiamo sbagliato i modi e i tempi per entrare nella zona euro. Prima bisognava creare uno Stato Federale e dopo pensare all’unione monetaria. È questa una delle cause della drammatica situazione in cui si trova il paese». Questa volta a scagliarsi contro l’euro non è qualche deputato leghista ma Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, tra i relatori del convegno «Quale futuro per L’Europa tra crisi, bilancio e utopia» tenutosi alla biblioteca della Camera. Emanuele, da economista ed esperto in materia finanziaria, parla a braccio facendo trapelare le sua rabbia per come l’Italia soffra le politiche di Bruxelles: «Nel nostro paese c’è una sproporzione evidente tra l’idea che abbiamo avuto dell’Europa e i benefici ottenuti. Se si rapporta il contributo annuo dell’Italia, 16.5 miliardi di euro, al Pil, risulta che siamo il primo paese contribuente europeo con l’1,06% e poi ci sono la Spagna e la Francia con l’1,03 e la Germania con 0,97%. Nonostante queste cifre siamo tra quelli che dall’Europa riceve di meno. Le nazioni che invece versano meno ricevono di più, come i Paesi Baltici». Con forza poi sottolinea l’errore di essere entrati con troppa fretta in Europa, «coinvolti da un furore di provincialismo, quasi come quando si vuole entrare in un club per non essere da meno degli altri», e a tal proposito lancia una frecciatina all’ex presidente del Consiglio Mario Monti, all’epoca importante editorialista del Corriere della Sera , autore di diversi articoli di stampo europeisti. L’intervento del presidente della Fondazione Roma prosegue con l’amara considerazione che «in Italia abbiamo affidato a capitalisti senza capitali le grandi aziende e il risultato è che oggi non abbiamo più industrie sia nel pubblico che nel privato» e si conclude con un monito, quasi disperato: «Dobbiamo intervenire concretamente, dobbiamo puntare a un effettivo Stato Federale. Abbiamo un patrimonio artistico e culturale che non ha nessuno, siamo primi nel settore dell’agroalimentare e terzi per energie rinnovabili. Il governo deve far sentire la propria voce, solo così qualcuno si accorgerà che non è tanto l’Italia ad aver bisogno dell’Europa, ma l’Europa ad aver bisogno dell’Italia». L’ultima battuta, laconica, di Emanuele è sulla soglia del 3% sul rapporto deficit/Pil: «Una cavolata».
Emanuele: «Errati tempi e modi dell’adesione all’euro»
Gualtiero Lugli «Abbiamo sbagliato i modi e i tempi per entrare nella zona euro. Prima bisognava creare uno Stato Federale e dopo pensare all’unione monetaria. È questa una delle cause della...
