Stop ai tagli nei ranghi della polizia di Stato. Via libera (almeno per il momento) alla cura dimagrante che riguarda carabinieri e Guardia di finanza. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha congelato la rivoluzione che stravolge organico e strutture del Viminale. Ieri pomeriggio, alla fine dell’incontro iniziato alle 15 con i sindacati di categoria - presenti pure il viceministro Bubbico, il capo della Polizia Alessandro Pansa, il vice Marangoni e il capo di Gabinetto La Morgese - il ministro ha cambiato tono. Sembra che non intendenda più sforbiciare il Corpo, ispirato dai risparmi di cui parla tanto il premier Matteo Renzi ed esegue alla lettera il «signore dei conti» Carlo Cottarelli. Prima di tagli, accorpamenti e riduzioni di presidi e Commissariati, vuole ascoltare le proposte di questori e rappresentanti delle forze dell’ordine. Buoni consigli che le varie sigle sono riusciti a suggerire, ottenendo da Alfano l’attenzione sperata. Infatti alla fine del tavolo, il capo del dicastero ha precisato: «Non abbiamo fatto concertazione, parola che non piace a questo governo. Abbiamo scelto una via diversa, quella della consultazione». In altri termini, la decisione presa avrà come ripercussione pratica e immediata il fermo dei decreti che sarebbero stati firmati ad aprile e sulla base dei quali si sarebbe preparata la chiusura di circa trecento uffici di polizia in tutta Italia, tra Commissariati, pattuglie a cavallo, nautiche, della polizia stradale e ferroviaria. Messo nero su bianco, il colpo di scure previsto sarebbe andato giù a fondo: la soppressione di 11 Commissariati, 2 Compartimenti e 27 presidi della Polstrada, 73 sottosezioni della Polfer e di altri venti posti, 73 sezioni provinciali di polizia postale, due zone di frontiera, 59 squadre nautiche, quattro di sommozzatori, 11 squadre a cavallo e 4 nuclei artificieri. In cifre, lacrime e sangue avrebbero prodotto risparmi per 600 milioni nel 2014, di 800 nel 2015 e di 1.700 l’anno dopo. I responsabili delle Questure avevano avuto poco spazio di manovra, per trattare con la politica e tentare di tamponare l’emorragia. Nella lettera ricevuta il 28 febbraio scorso, ecco cosa scriveva il capo della Polizia Alessandro Pansa: «Si evidenzia l’esigenza di una condivisa razionalizzazione dei presidi di polizia sul territorio». Un modo velato per ottenere un sissignore. Adesso dovranno essere i vari questori, interpellati dal Viminale, a proporre le riduzioni possibili senza pregiudicare il sistema di sicurezza nel suo complesso. I sindacati gongolano. Parla il segretario generale del Consap, Giorgio Innocenzi: «Si è trattato di un significativo riconoscimento al ruolo del sindacato - esulta al termine dell’incontro - ma soprattutto della consapevolezza che in materia di sicurezza non si possono fare tagli lineari ispirati esclusivamente da concezioni ragioneristiche, ma occorre conoscenza del territorio e coscienza del ruolo sociale svolto dagli uffici di polizia. Giudichiamo quindi con cauto ottimismo la posizione espressa dal ministro che ha voluto anche assicurare solleciti interventi presso il governo per la formalizzazione della legge delega del riordino delle carriere e lo sblocco contrattuale». Stando alla prima versione del piano, Roma e provincia rappresentano il territorio che deve dare di più. È prevista la chiusura dei Commissariati dei Castelli romani: Colleferro, Frascati e Genzano. Oltre a vari uffici Polfer, di Polstrada e sezioni nautiche. Il ragionamento che fa la Consap è che non si possono chiudere i presidi che sono una presenza importante sul territorio e dove il personale è altamente formato, per il quale lo Stato ha già speso un mucchio di soldi per specializzarlo. Quindi, se risparmio ci deve essere la soluzione migliore non sarebbe tagliare ma accorpare, ridurre le dimensioni delle sezioni e ragionare sugli eventuali riduzioni. Ragionamento che avrebbero fatto i carabinieri, limitando al massimo gli effetti della cura dimagrante.
Alfano congela i tagli alla Polizia
La decisione dopo l’incontro al ministero con il sindacato Consap. Restano invece le riduzioni previste per i Carabinieri e la Finanza
