Matteo Renzi scrive una lunga lettera alla sua Firenze. Annuncia di aver proposto al governo di tenere a Firenze il Summit G8 del 2017. "La nostra città potrà utilizzare questo appuntamento per concludere le tante iniziative infrastrutturali che sono in fase di realizzazione. E l'Italia come sempre in questi casi potrà fare bella figura proponendo ai leader dei Paesi più importanti del mondo il luogo simbolo del Rinascimento". Il premier si dice commosso nell'affidare a Dario Nardella il compito di guidare la città. "Ci rivedremo presto, in piazza a discutere della Fiorentina o in uno dei campi sportivi dove giocano i nostri figli. Alle Cascine per prendere un po' di fresco o a goderci la bellezza della città da San Miniato". Il bilancio degli anni a Palazzo Vecchio tracciato da Renzi sembra positivo: "Dopo cinque anni lascio la fascia tricolore con il giglio, simbolo di questa città. Lascio la sala di Clemente VII in quel santuario laico che è Palazzo Vecchio. Sono stati anni incredibili. Anni in cui abbiamo provato a cambiare il Comune per farlo restare se stesso: pedonalizzazioni, asili nido, piano strutturale a volumi zero. Abbiamo aperto i musei ai fiorentini, raddoppiato le biblioteche, investito sui teatri. Nonostante i tagli, abbiamo aumentato gli investimenti sulle scuole e sul sociale, ma abbiamo dimezzato gli assessori e le partecipate, venduto le auto blu, ridotto gli affitti. A differenza di quanto accadeva a Roma, qui abbiamo abbassato le tasse. Abbiamo valorizzato il ruolo delle donne, dalla direzione generale alla giunta. La rottamazione, del resto, è iniziata qui, con il "Facce nuove in Palazzo Vecchio" ma non si è trattato solo di un'operazione politica: abbiamo rottamato anche i vecchi cassonetti del centro e un certo modo di concepire le aziende pubbliche che abbiamo riportato tutte come minimo in pareggio". Tutto bene, dunque? "No, macché", si risponde l'ormai ex sindaco: "Il primo a non essere contento sono io, altrimenti che fiorentino sarei se non trovassi qualcosa su cui ridire? Ma effettivamente su molte cose avrei voluto fare di più, dai tempi dei cantieri fino alle buche per le strade o alla pulizia della città: qualche passo in avanti lo abbiamo fatto, ma non quanto avrei voluto. Non vi faccio qui l'elenco delle cose realizzate. Sarebbe persino noioso, ma ho comunque chiesto di preparare una scheda che invieremo a tutte le famiglie a nostre spese nelle prossime settimane". Un passaggio è dedicato ai ricordi più belli e al giorno più brutto, quello in cui furono uccisi, in piazza Dalmazia, i due fratelli senegalesi: "Il giorno più difficile, come potete immaginare, è stato quello di Piazza Dalmazia, quello dei due nostri fratelli senegalesi, Mor e Modou, uccisi in modo atroce nel dicembre di tre anni fa. Tendo a credere, per carattere, che invece il giorno più bello ancora non sia arrivato ed è anche l'augurio che faccio a ciascuno di voi".
Renzi saluta Firenze con una lettera
"Proporrò la nostra città come sede del prossimo G8 italiano". Il premier si dice commosso nell'affidare a Dario Nardella il compito di guidare la città Sarà la sesta volta che il vertice torna in Italia. La prima volta nel 1980 a Venezia - FOTO
