Politica

«Non candido i miei figli». Ma è caos in Forza Italia

Berlusconi frena le voci su Barbara e Marina. Partito diviso tra malumori e appelli all’unità

Le parole sono pronunciate con il tono di chi vorrebbe sembrare definitivo: «Nessuno dei miei figli sarà candidato alle Europee, sono solo invenzioni dei giornali». Ma l’impressione è che Silvio Berlusconi, al suo ritorno in pubblico per la prima convention dei club Forza Silvio di Roma e Provincia, abbia voluto soprattutto lanciare un messaggio distensivo al partito, sempre più dilaniato da faide interne, piuttosto che seppellire un’ipotesi che sarà vagliata, sondaggi alla mano, solo all’immediata vigilia della chiusura delle liste per le Europee, il prossimo 15 aprile. Peccato che il tentativo dell’ex premier di riportare l’armonia in Forza Italia sia sostanzialmente caduto nel vuoto. Nel partito continuano a moltiplicarsi malumori e appelli all’unità, persino nelle dichiarazioni ufficiali di chi non nasconde più le difficoltà e ammette che «quello che è sotto gli occhi di tutti non rappresenta certo un bello spettacolo». Il ritorno in pubblico del leader era stato vissuto con un’attesa fremente. Nelle ore immediatamente precedenti all’arrivo di Berlusconi all’Auditorium del Serafico - dove lo attendeva il responsabile nazionale dei Club Forza Silvio, Marcello Fiori - si erano anche diffuse delle voci su alcune rivelazioni «sconvolgenti» che l’ex premier avrebbe fatto di lì a poco. «Annuncerà la discesa in campo di Barbara o Marina» azzardava qualcuno in platea. Invece, nel discorso di oltre un’ora che il presidente di FI ha tenuto non c’è stata nessuna novità sostanziale. Berlusconi ha battuto sui tasti degli ultimi mesi, sui «quattro colpi di Stato in vent’anni», sulla «magistratura in mano alla sinistra», sulla necessità di «recuperare i voti degli indecisi e dei grillini delusi». Il tutto condito da qualche attacco, poco convinto, al premier Renzi: «In Europa bisogna battere i pugni sul tavolo, non basta la diplomazia dei sorrisi e delle pacche sulle spalle». L’accenno ai figli è stato sollecitato dai giornalisti presenti, e l’ex premier ne ha approfittato per seppellire l’ipotesi di una candidatura degli eredi alle Europee. Senza però smentirne in toto l’impegno futuro in politica. Neanche questo, però, è stato sufficiente per arginare il dibattito in corso nel partito. Cresciuto ancor di più dopo l’intervista rilasciata a Repubblica da Francesca Pascale. Nella quale la compagna dell’ex premier attaccava i «falchi» e sembrava voler mettere un’«opa» sulla gestione di Forza Italia dopo il 10 aprile. Quando la libertà di Berlusconi potrebbe essere pesantemente limitata. Irritatissimo, in particolare, sarebbe stato Denis Verdini, anche se ieri sia Mariastella Gelmini che Ignazio Abrignani smentivano tassativamente le voci sul presunto abbandono del partito da parte dello storico «uomo-macchina» di Forza Italia. Ma nelle stesse parole di Abrignani si coglieva uno dei «casus belli»: «Serve un momento di confronto. Mai come ora, Forza Italia ha bisogno di unità e sarebbe utile utile adesso la costituzione del nuovo Ufficio di presidenza, che probabilmente potrebbe essere il luogo dove le varie anime del partito, compresi gli ex An, si incontrino e ritrovino l’unità necessaria per il rilancio». Peccato che da quell’orecchio Berlusconi, che anche ieri ha dimostrato maggior interesse per l’attività dei club che per il partito, sembri non sentirci. Dall’altra parte della barricata, rispetto alla cosiddetta «vecchia guardia» (Verdini, Fitto, Scajola, Santanchè), ci sarebbe il «cerchio magico» Pascale-Rossi, che tifa invece per i nuovi Toti e Fiori. E con il quale sembrano schierarsi Michaela Biancofiore e Gianfranco Rotondi: «Francesca non ha fatto altro che interpretare la pancia del Paese» spiega l’esponente altoatesina, «che brama cambiamento, freschezza, verità, moralità, legalità, abiura della partitocrazia militante». «In Forza Italia - dice invece il parlamentare campano - chi non ha il coraggio di criticare Silvio se la prende con Francesca, io invece da deputato di Napoli difendo Francesca e semmai critico Berlusconi». E mentre Giovanni Toti assicura che «Forza Italia non farà il "servizio-Letta" a nessuno dei suoi dirigenti», è il veterano Osvaldo Napoli a tentare di lanciare un messaggio distensivo: «Non è il momento delle divisioni o delle recriminazioni o, peggio ancora, di stabilire primazie politiche a tavolino. Bisogna invece riflettere con Berlusconi per disegnare un progetto politico». Facile a dirsi, meno a farsi. Specie nell’era di twitter, col battibecco informatico sempre dietro l’angolo. Come quando Mara Carfagna ritwitta messaggi di incoraggiamento alla sua (smentita) candidatura alla premiership e Maurizio Gasparri non sembra prenderla bene: «Ma quale primarie di Forza Italia - scrive sul proprio profilo l’ex An - Non le ha indette nessuno. Utile far suonare la campanella di fine ricreazione». O magari il gong di fine round.

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